Da Azzolina a Valditara, così è cambiata la maturità negli ultimi anni

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Dal 2020 al 2023 l’Esame di Stato ha avuto quattro versioni diverse. Così come annunciato dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, la maturità “torna alla normalità”.

A giugno 2023 si torna alle regole varata dall’allora ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli (nel 2017). Da lì in poi sono passati cinque ministri (compreso quello attuale): Azzolina e Bianchi hanno fatto i conti con l’emergenza Covid-19.

Vediamo come si è evoluta la maturità nel corso degli ultimi anni.

Nel 2020, nel pieno dell’emergenza pandemica, l’allora ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha deciso di semplificare al massimo la maturità tenuto conto anche dei mesi passati in DaD. Si è deciso, dunque, di ammettere agli esami di Stato tutti gli studenti, anche con voti inferiori a 6 in una o più discipline. L’esame si è svolto con una prova orale che valeva 40 punti, mentre il percorso scolastico è stato portato a 60.

Nel 2021 e nel 2022 a Viale Trastevere è arrivato Patrizio Bianchi. Con l’esponente del governo Draghi è iniziato il graduale ritorno alla normalità.

Nel 2021 è rimasto il maxi-orale con la presenza di un elaborato sulla disciplina caratterizzante il cui argomento è stato assegnato dal consiglio di classe. Il credito scolastico è continuato a valere 60 punti (40, invece, la prova orale).

Nel 2022, invece, sono tornati gli scritti: la prima prova decisa dal Ministero, la seconda, invece, predisposta dalle commissioni d’esame, tutte interne con il suo presidente esterno. Confermato l’orale con il credito scolastico che scende a 50, mentre agli scritti sono andati 15 punti a testa e al colloquio, invece, 25.

Nel 2023, invece, si completerà il ritorno alla normalità seguendo le regole tracciate nel 2017 dal governo Gentiloni. Si confermano i due scritti (entrambi decisi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito) e la prova orale (multi e interdisciplinare). Le prove Invalsi ritornano ad essere requisito d’accesso, non lo sarà ancora l’alternanza scuola-lavoro. Le commissioni saranno miste: tre docenti esterni, tre interni e presidente esterno. Il credito scolastico pesa 40 punti, i restanti 60 saranno per le prove: 20 per ognuna.

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