Da alligatori a Manzoni in quadriglia, Lercio sbeffeggia il sistema di reclutamento docenti: la satira come spunto per un dibattito serio

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Il sistema di reclutamento dei docenti in Italia è spesso oggetto di critiche e satira, come dimostra il recente post del portale Lercio. L’articolo ironizza sulla complessità e la lunghezza del percorso per diventare insegnanti, suggerendo sarcasticamente di iniziare a prepararsi fin dalle elementari per riuscire a ottenere una cattedra entro i 24 anni.

Il post, pur nella sua comicità, mette in luce una realtà amara: il sistema italiano è caratterizzato da burocrazia eccessiva, concorsi complessi e precariato diffuso. Lercio descrive con ironia le numerose prove che gli aspiranti docenti devono affrontare, paragonandole a sfide surreali come saltare fossati infestati da alligatori o recitare a memoria il “5 Maggio” di Manzoni ballando una quadriglia.

Questa satira ci spinge a riflettere sulle motivazioni che allontanano i giovani dalla professione di insegnante. Come evidenziato da uno studio dell’OCSE, la scarsa considerazione sociale e lo stress elevato sono tra i principali deterrenti. I docenti italiani, infatti, devono affrontare non solo l’impegno in aula, ma anche una mole considerevole di compiti burocratici e una progressione di carriera lenta.

Il rapporto OCSE sottolinea inoltre lo squilibrio di genere nella classe docente europea, composta prevalentemente da donne in età avanzata. Questo fenomeno è attribuito allo stereotipo che associa le donne ai lavori di cura, relegandole spesso a ruoli meno valorizzati e retribuiti.

La situazione del reclutamento docenti in Italia richiede quindi una riflessione seria e un intervento deciso per semplificare il percorso, valorizzare la professione e renderla più attrattiva per le nuove generazioni. Solo così potremo garantire un futuro di qualità al sistema educativo italiano.

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