Cyberbullismo, perché le scuole devono dotarsi di una e-Policy. Cosa deve contenere

di Fabio Gervasio
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La penetrazione della tecnologia digitale nella nostra società è ormai un fattore consolidato e noto a tutti.

L’utilizzo di internet e delle tecnologie digitali tra le nuove generazioni avviene ad età sempre più precoci e coinvolge tutti gli ambienti della vita quotidiana, compreso l’ambiente scolastico.

Spesso le istituzioni scolastiche vivono un conflitto tra due posizioni diametralmente opposte sull’uso dei dispositivi digitali, in particolare quelli personali, ovvero se sia più utile vietarne l’utilizzo o agevolarne l’uso all’interno di progetti specifici di accompagnamento.

Appare evidente che oggi il divieto risulti uno strumento anacronistico che non rispecchia la realtà della società in cui la scuola è immersa.

L’approccio BYOD (Bring Your Own Device) permette l’utilizzo dei dispositivi digitali personali in un ambiente specifico, sia esso di lavoro o scolastico, con un maggior coinvolgimento del personale che ne usufruisce, docenti e studenti nel caso della scuola.

Personaggi come George Lucas, noto regista cinematografico e fondatore di Edutopia, hanno da tempo avviato progetti per l’integrazione della tecnologia all’interno della scuola che va oltre la semplice adozione di strumenti digitali; rilevante diventa insegnare ai bambini come reperire le informazioni, come verificarle e come utilizzarle in modo creativo.

Per questo motivo è importante che i ragazzi vengano educati, sin dai primi approcci, ad un uso critico, sicuro e consapevole della rete e dei dispositivi digitali e che alla base del loro utilizzo ci sia una politica di utilizzo condivisa tra tutti gli utenti.

ePolicy, perché è importante che ogni scuola lo adotti.

Uno strumento cui le scuole sono invitate ad adottare è il documento di ePolicy. Esso rappresenta un documento autoprodotto dalla scuola che serve a promuovere un uso positivo delle nuove tecnologie al fine di riconoscere, prevenire e rispondere a possibili situazioni problematiche.

Nel documento la scuola deve descrivere l’approccio con cui si rivolge alle tematiche legate alle competenze digitali, alla sicurezza online e ad un uso positivo delle tecnologie digitali nella didattica; vengono inoltre indicate le norme comportamentali e le procedure per l’utilizzo delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) in ambiente scolastico, le misure per la prevenzione e le misure per la rilevazione e gestione delle problematiche connesse ad un uso non consapevole delle tecnologie digitali.

Per fare tutto ciò, e al fine di agevolare il lavoro degli istituti scolastici, il MIUR ha avviato la quarta edizione del progetto “generazioni connesse” mediante una piattaforma informatica dedicata.

In questa edizione del progetto le scuole possono trovare un ambiente rinnovato di apprendimento online; inoltre per i docenti è prevista la possibilità di seguire corsi di formazione e accedere a proposte di attività didattiche nell’ambito di un processo guidato di autovalutazione, identificazione di bisogni e dotazione progressiva di strumenti.

L’obiettivo è quello di portare gli insegnanti a riflettere sul loro approccio alla sicurezza online e ad un uso positivo delle tecnologie digitali nella didattica e nell’ambiente scolastico.

Durante il percorso di costruzione dell’ePolicy la scuola dovrà identificare i propri punti di forza e le proprie debolezze oltre a individuare come migliorare la situazione in essere e le eventuali azioni da adottare.

Il vantaggio per gli istituti che completeranno il percorso e adotteranno il documento di ePolicy è quello di vedersi inseriti all’interno di una rete di scuole riconosciute “virtuose” con rilascio di un apposito attestato.

La costruzione di pratiche sull’uso corretto delle tecnologie digitali rientra tra le azioni di prevenzioni dei fenomeni del cyberbullismo.

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