Cuzzupi (Ugl Scuola): “Intollerabile che si parli di ipotetici banchi a 50 giorni dalla riapertura”

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Dura nota del Segretario Nazionale UGL Scuola Ornella Cuzzupi in riferimento alle risposte fornite dal sottosegretario De Cristofaro in rappresentanza del Ministro Azzolina nel botta e risposta tenuto in Commissione Cultura alla Camera.

Attraverso il question time tenuto ieri in sede di Commissione Cultura abbiamo assistito ad una nuova deprimente prova di un Ministero che oltre alle parole non offre alcuna garanzia per l’apertura della scuola ed è ormai in preda ad una confusione che confonde realtà e mondo dei sogni”

È intollerabile – prosegue Cuzzupiche a 50 giorni dalla riapertura siamo ancora a parlare di ipotetici banchi con un impegno di spesa folle se solo si pensa ai lavori che andrebbero fatti nei plessi scolastici per renderli efficienti, funzionali e sicuri; siamo ancora a discutere sul dove indirizzare un milione e mezzo di alunni senza aule e, soprattutto, a ignorare del tutto le esigenze di assunzione a tempo indeterminato di cui il mondo della scuola necessita. A questo si aggiunga l’assoluta incuranza nei confronti di docenti e del personale ATA che hanno dato il massimo in tempo di crisi e che oggi rischiano di ricevere un assurdo e inconcepibile benservito”.

Il Segretario Nazionale solleva inoltre il problema delle responsabilità delle scelte che il Ministero – in mancanza di idee proprie e chiare – demanda ai dirigenti scolastici “lasciandoli del tutto soli di fronte a problemi che rischiano di far collassare il sistema un minuto dopo la ripartenza.”

Siamo in un momento decisivo per la scuola: senza alcuna programmazione realistica del prossimo anno, senza un intervento serio di edilizia scolastica senza un piano di assunzione che determini organici stabili e definiti ci stiamo avviando a grandi passi – conclude Cuzzupi – verso una paralisi della scuola che avrà altissimi costi sociali e i cui danni si ripercuoteranno sul futuro del Paese. L’UGL è pronta a confrontarsi e a fornire idee e soluzioni, il problema è che al confronto qualcuno preferisce i monologhi e le telecamere, autoreferenziali e fine a sé stessi, escludendo la voce degli esperti e dei lavoratori della Scuola”.

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