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Curriculo di educazione civica per le superiori, SCARICALO gratis

La L. 92/2019 prescrive che dal 1° settembre dell’a. s. 2020/2021, nel primo ciclo di istruzione, è istituito l’insegnamento trasversale dell’educazione civica; nella scuola dell’infanzia, invece, sono avviate iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile.

Per effetto della legge sono abrogati l’articolo 1 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169 (avvio delle attività relative a «Cittadinanza e Costituzione») e il comma 4 dell’articolo 2 e il comma 10 dell’articolo 17 del D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 62 (valutazione delle attività relative a «Cittadinanza e Costituzione»).

Il D.M. n. 35 del 22 giugno 2020

L’art. 2, co. 1, del D.M. n. 35 del 22 giugno 2020, Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92 dispone che per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione definiscono, in prima attuazione, il curricolo di educazione civica, tenendo a riferimento le Linee guida, indicando traguardi di competenza, i risultati di apprendimento e gli obiettivi specifici di apprendimento, in coerenza ed eventuale integrazione con le Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, nonché con il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari. L’art. 4 del D.M. prevede misure di formazione, di accompagnamento e monitoraggio da parte del MI destinate alla fase di prima attuazione (2020/2022). Formazione e accompagnamento avranno come destinatari i dirigenti scolastici e il personale docente; il monitoraggio di quanto svolto dalle scuole sarà attuato secondo tempi, forme e modalità definite dal Ministero dell’Istruzione stesso.

L’orario

Come scrive il dirigente scolastico dell’I. C. Statale Nettuno III, il dottore Marco Di Maro: “Per l’introduzione nel curricolo di istituto dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica la legge di attuazione specifica che l’orario, non inferiore a 33 ore annue, per ciascun anno di corso, deve svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. La scuola, per raggiungere tale orario, può avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo. Tale inserimento non può apportare incrementi o modifiche all’organico del personale scolastico né ore d’insegnamento eccedenti rispetto all’orario obbligatorio previsto dalla norma. Si ricorda che la cifra di questo insegnamento è la trasversalità che, superando i vincoli della disciplinarietà, garantisce un approccio pluriprospettico e lo sviluppo di processi di apprendimento”.

L’educazione civica e la trasversalità dell’insegnamento

L’insegnamento è affidato, in contitolarità ai docenti sulla base del curricolo, avvalendosi delle risorse dell’organico dell’autonomia e per ciascuna classe la scuola individua, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un docente con compiti di coordinamento.

La valutazione

“L’insegnamento dell’educazione civica – scrive il dirigente scolastico dell’I. C. Statale Nettuno III, il dottore Marco Di Maro – è oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste sia dal D.lgs. 13 aprile 2017, n. 62 che dal D.P.R. del 22 giugno 2009, n. 122. È compito del docente coordinatore formulare la proposta di voto (espresso in decimi) dopo avere acquisito elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica. Le Linee guida recepiscono la novità normativa introdotta per gli alunni della scuola primaria ai sensi del decreto legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41. Il docente coordinatore propone l’attribuzione di un giudizio descrittivo, sulla base dei criteri valutativi indicati nel PTOF, da riportare nel documento di valutazione. Il voto (o giudizio) di educazione civica concorre all’ammissione alla classe successiva e/o all’esame di Stato del primo ciclo di istruzione”.

Le tematiche

Le tematiche (art. 3, c. 1, lettere a, b, c, d) oggetto dell’insegnamento di educazione civica sono:

  1. Costituzione, istituzioni dello Stato italiano, dell’Unione europea e degli organismi internazionali; storia della bandiera e dell’inno nazionale;
  2. Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015;
  3. educazione alla cittadinanza digitale (l’articolo 5 approfondisce questa tematica);
  4. elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro;
  5. educazione ambientale, sviluppo eco-sostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari;
  6. educazione alla legalità e al contrasto delle mafie;
  7. educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni;
  8. formazione di base in materia di protezione civile;

Cosa non si deve progettare più: spariscono molte referenze

Finiscono le plurime referenze che, annualmente, i dirigenti scolastici sono costretti ad attribuire per alcuni progetti, prima e non più adesso, interdisciplinari. Rientrano nell’ambito dell’insegnamento trasversale dell’educazione civica anche l’educazione stradale, l’educazione alla salute e al benessere, l’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva.

Il Patto Educativo di corresponsabilità

La norma prevede come scrive il dirigente scolastico Dr. Marco Di Maro – che il Patto educativo di corresponsabilità sia esteso a tutti i segmenti di scuola. La legge ha abolito gli articoli da 412 a 414 del Regio decreto del 1928 sulle note sul registro e sulle sanzioni disciplinari per i bambini della primaria al fine di allineare questo segmento scolastico alla normativa della secondaria. Scuola e territorio (art. 8) È data facoltà alle scuole, nell’ambito della loro autonomia, di avviare esperienze extra-scolastiche per integrare e/o potenziare l’insegnamento dell’educazione civica tramite la costituzione di reti anche di durata pluriennale con:

  • altri soggetti istituzionali;
  • con il mondo del volontariato e del Terzo settore;
  • con i comuni (su conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali e dei loro organi, conoscenza storica del territorio e alla fruizione stabile di spazi verdi e spazi culturali, conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali).

Un esempio di curriculo trasversale di educazione civica alla Secondaria Superiore

Anche in questo articolo vi proponiamo un modello di grande valore didattico-pedagogico-metodologico che potrebbe risultare utile, già da subito, per la stesura del “Curriculo di Educazione Civica” per gli istituti di istruzione superiore (o come, a vario titolo, talvolta a seconda dell’indirizzo sono denominati). Vi proponiamo un riadattamento di quello egregiamente elaborato dall’Istituto di Istruzione Superiore “Rita Levi Montalcino” di Casarano in provincia di Legge. Un ottimo documento al servizio di un liceo Linguistico, di un Liceo delle Scienze Umane, di un Liceo Classico e di un Liceo Economico Sociale. Istituto diretto dalla preparata e solare dirigente scolastica dott.ssa Monia Casarano. Il curriculo, già approvato da collegio dei docenti e consiglio di istituto, è stato il frutto del lavoro del gruppo formato dai docenti Prof.ssa Adamuccio Roberta, Prof.ssa De Nitto Maddalena, Prof.ssa Leggio Antonella, Prof.ssa Ninni Ida, Prof.ssa Panarese Paola, Prof. Pennetta Stefano e dalla Prof.ssa Trane Francesca, a coordinare il gruppo di Lavoro denominato “Insegnamento dell’educazione civica” la Prof.ssa Paola Panarese.

La mission e l’attinenza con l’educazione civica

Come ribadisce il dirigente scolastico dott.ssa Monia Casarano “La nostra mission è formare persone in grado di pensare ed agire autonomamente e responsabilmente all’interno della società, strutturando un progetto globale (ptof) che, attraverso lo strumento giuridico dell’autonomia, coinvolga tutti i soggetti protagonisti del processo di crescita: lo studente, la famiglia, i docenti e il territorio. Lo studente nella interezza della sua persona: soggettiva, cognitiva, relazionale, spirituale e professionale, quindi non solo destinatario di un servizio scolastico, ma parte in causa capace di partecipare attivamente alla realizzazione di se stesso, del proprio progetto di vita ed intervenire per migliorare la scuola e più in generale il proprio contesto di appartenenza.

La famiglia nell’espletare responsabilmente il suo ruolo, condividendo il patto educativo finalizzato al raggiungimento della maturità dei ragazzi.

I docenti nell’esercizio della loro professionalità, attivando un processo di apprendimento continuo, graduale, flessibile, centrato sullo sviluppo di abilità e competenze, in una continua riflessione sulle pratiche didattiche innovative e coinvolgenti.

Il personale ATA, per le parti di competenza, contribuisce alla crescita della comunità scolastica

Il territorio che, in un rapporto organico, attivo, funzionale e condiviso con le istituzioni e ampliato in una dimensione europea, viene inteso come contesto di appartenenza ricco di risorse e vincoli, da cogliere e da superare e con il quale interagire ed integrarsi. Infatti, la realtà contemporanea richiede alti profili culturali e professionali e perché ciò avvenga l’esperienza di sviluppo e realizzazione rende assolutamente indispensabile costruire reti con tutti gli organismi presenti.

La vision e i valori civici

La nostra vision è – continua il dirigente scolastico Monia Casarano – fare dell’Istituto un Polo Formativo, aperto verso l’esterno, fondato sul rispetto della persona e sulla valorizzazione dei rapporti interpersonali ed interistituzionali ed un centro di aggregazione culturale e relazionale per i giovani, le famiglie ed il territorio.

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