Curricoli digitali per l’area STEM: l’esperienza dell’ITIS Giovanni XXIII di Roma [VIDEO INTERVISTA]

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Video intervista, a cura di Andrea Carlino, alla dottoressa Filomena Rocca e al dirigente scolastico dell’ITIS Giovanni XXIII di Roma, Arturo Marcello Allega, in merito alla presentazione dei risultati del progetto Curricoli digitali per l’area STEM.

VIDEO INTERVISTA

IL PROGETTO
Il ‘curricolo digitale’ si è sviluppato come mappatura dei diversi processi progettuali articolati nel corpo unico della progettazione didattica. La cultura del progetto e del processo hanno rappresentato il quadro di riferimento e hanno illuminato il percorso pratico degli studenti dall’analisi dei contesti e dal problem setting (data analisi con identificazione di scenari e obiettivi) al problem solving. Il curricolo è risultato dall’’inviluppo’ dei progetti.

Così, gli studenti sono stati guidati nello sperimentare come i percorsi progettuali, di prototipazione e verifica possano sfociare, anche a seguito di analisi di sostenibilità in potenziali attività lavorative nell’ambito dell’artigianato 2.0 (ovvero della produzione personalizzata e/o dei servizi di prossimità) e, infine, nell’ambito della social innovation e della sharing economy (ovvero dove il mondo del digitale sposa e favorisce la condivisione e il benessere della persona e del cittadino).

La verticalizzazione del curriculum nelle aree di riferimento delle STEM dal triennio della scuola secondaria di primo grado al quinquennio di secondo grado è stata assicurata al contempo: a) dalla ripetizione dei processi progettuali finalizzata alla familiarizzazione progressiva dei ragazzi con i processi di innovazione; b) dalla progressiva integrazione di competenze e abilità digitali di crescente complessità (es. dalla prototipazione software [processing e app] alla prototipazione hardware [elettronica, sensoristica, reti, controlli robotici e automazione] fino anche alla prototipazione meccanica (stampa polimerica e in altri materiali, lavorazioni laser, ecc.); c) dalla specializzazione settoriale (settori artigianali, settori industriali, ricerca, innovazione sociale).

Il curricolo è stato costruito lungo il triennio della scuola secondaria di primo grado e sul quinquennio del secondo ciclo nella forma di progetto di \”digital fabrication\” e si basa sulla teoria pedagogica del costruzionismo e degli \”artefatti creativi\”, ha coinvolto le discipline afferenti all’area STEM e le discipline linguistico-espressive delle STEAM. Il tema di base è la realizzazione di un prototipo di \”Healty City\” in cui la tecnologia diviene funzionale alla salubrità dell’ambiente per il benessere del cittadino \”I-Health\”.

Molti artefatti elettronici e robotici consentono il monitoraggio di parametri clinici come sistema di controllo del benessere individuale.

L’I-health come ‘main stream’ della Health city.

Il progetto ha implementato un ambiente di apprendimento laboratoriale (FabLab) articolato in tre spazi funzionali: la \”ThinkyRoom\” dove si è attivata l’interazione tra le persone, l’ideazione e la condivisione delle esperienze di apprendimento; la \”Makeroom\” dove hanno trovato spazio la creatività e la digital fabrication e, infine, la \”DiscoveryRoom\” dove la curiosità e il piacere dell’esplorazione e della scoperta di quanto realizzato ha innescato il ciclo virtuoso dell’interesse per le STEM e per nuovi artefatti (oltre 165 tra acquari depuranti e fotobioreattori).

La progettazione dello svolgimento e della sperimentazione in sé del Curricolo proposto, approfittando della rete e partner coinvolti, si è sviluppato proprio seguendo un principio di replicabilità generativa.

Al fine di coinvolgere il territorio si è svolto un evento conclusivo in cui si è narrato il corso delle ricerche e si è mostrato la messe dei prodotti ottenuti.

Il Comitato per lo sviluppo della cultura scientifica e tecnologica del MIUR ha svolto il ruolo di promotore del progetto a livello regionale e nazionale, mediante i incontri con Reti di Scuole interessate in altre regioni (vedi sperimentazione del PRF) per illustrare il metodo di avviamento e sperimentazione del Curricolo proposto. Nel contempo, il Comitato, in rappresentanza del Ministero, ha diffuso e disseminato i risultati attraverso i propri canali ufficiali sul territorio nazionale.

L’Organismo di Ricerca CRF – Cooperativa Ricerca Finalizzata ha promosso e continuerà a promuovere con la sua piattaforma e i suoi convegni l’attività e i risultati ottenuti nella collaborazione con le scuole del progetto.

Una piattaforma ex novo invece realizzata in forma ipermediale si occupa della diffusione territoriale facendo confluire l’innovazione del progetto con le esigenze dei territori coinvolti alla luce di quella educazione ambientale alla base della Health City per il benessere primario del cittadino e della sua i-health. In tal senso la scuola capofila e le scuole viciniori coinvolte sono protagoniste nella diffusione con l’Agenzia di quartiere.

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