Cultura in lutto, muore il Maestro Ennio Morricone. Quando chiese più impegno per la musica a scuola

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Addio a Ennio Morricone, il compositore e direttore di orchestra è morto in una clinica romana per le conseguenze di una caduta all’età di 91 anni. Con lui se ne va un pezzo della storia della musica da film.

I funerali di Ennio Morricone si terranno in forma privata “nel rispetto del sentimento di umiltà che ha sempre ispirato  gli atti della sua esistenza”.

Nato a Roma il 10 novembre 1928, si era diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia in tromba, composizione, strumentazione, direzione di banda e musica corale. La sua fama è esplosa grazie al sodalizio artistico con Sergio Leone, padre dei film Spaghetti Western, ed è proseguita con grandi collaborazioni: da Bertolucci a Carpenter. Morricone ha ricevuto due premi Oscar, uno nel 2007 e uno nel 2016.

I messaggi di Sergio Mattarella e Lucia Azzolina

“La scomparsa di Ennio Morricone ci priva di un artista insigne e geniale. Musicista insieme raffinato e popolare, ha lasciato un’impronta profonda nella storia musicale del secondo Novecento. Attraverso le sue colonne sonore ha contribuito grandemente a diffondere e rafforzare il prestigio dell’Italia nel mondo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricorda il compositore. “Desidero far giungere alla famiglia del Maestro il mio profondo cordoglio e sentimenti di affettuosa vicinanza”, conclude il messaggio del capo dello Stato.

Anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha ricordato il celebre compositore: “Addio al maestro Ennio Morricone che con la sua musica ha portato la cultura italiana nel mondo. Un grande italiano la cui eredità rimarrà in eterno”

Pure il Coordinamento per i diritti umani esprime cordoglio per la scomparsa di un personaggio fondamentale del mondo della cultura e della musica: “Artista poliedrico e innovatore, molto attento più che alle mode passeggere ai nuovi linguaggi espressivi; era anche tanto vicino ai giovani: spesso partecipava a eventi promossi dalle comunità educative, comunicando sempre il suo inesauribile trasporto per il pentagramma.”

L’impegno per un rilancio nello studio della musica a scuola

Qualche anno fa, sulle colonne de Il Messaggero, Morricone prese posizione contro l’insegnamento della musica nelle scuole. “Gli educatori usano metodi sbagliati”, aveva affermato Morricone, che condivise anche l’idea secondo la quale lo scarso amore per la musica da parte dei giovani nascerebbe sia dalle metodologie, sia dall’uso del flauto come strumento principale di insegnamento.

Morricone ricordò anche come già molti anni fa tentò di sensibilizzare l’allora Ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer dicendogli “che per fare una vera riforma sarebbero serviti dieci anni, e che si sarebbe dovuto lavorare essenzialmente su due cose: un vero programma e degli insegnanti, preparati attraverso corsi di formazione, a svolgere quel programma”

Poi chiese di copiare il metodo tedesco: “In Germania ogni famiglia suona Bach con il flauto dolce e il pianoforte o addirittura il clavicembalo, cantando e leggendo gli spartiti. Quella è la vera nazione musicale, non l’Italia“.

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