Culpa in vigilando, incidente in cortile: il controllo deve essere attivo e la “visuale libera”. Sentenza

di Gianfranco Scialpi

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Culpa in vigilando, il cortile è un ambiente pedagogico, ma anche un luogo dove le probabilità di un incidente aumentano. L’importanza di una vigilanza attiva. Una sentenza che evidenzia l’importanza del pieno controllo visivo.

Culpa in vigilando, il cortile e il giardino della scuola luoghi ad alto rischio

I momenti ricreativi che si svolgono in giardino o nel cortile della scuola consentono all’insegnante di osservare l’alunno nella sua spontaneità. Questa condizione rilascia una serie di dati relativi al suo carattere, alla sua socialità e affettività…  che consentono di integrare quelli già in possesso del docente, permettendo a quest’ultimo di avere un quadro completo dell’allievo.

La dark side purtroppo è rappresentata dall’alta possibilità che si verifichino incidenti che coinvolgono il bambino o qualche suo compagno con conseguenze fisiche più o meno importanti.

L’importanza di una vigilanza attiva

Quando si verifica l’evento occorre dimostrare la sua natura imprevedibile o repentina. Questa richiede una condizione importante: una presenza non solo fisica, ma attenta che si declina nell’osservazione continua dei propri allievi e nella valutazione della pericolosità potenziale di elementi presenti nell’ambiente. In altri termini, il docente deve  avere sempre la linea di osservazione libera da impedimenti, condizione non sempre garantita dalla panchina fissata sul terreno o dalla collocazione delle sedie che possono ridurre anche solo parzialmente la visuale.

L’eccessivo affollamento del cortile o del giardino, dovuto alla presenza di numerose classi può diventare un impedimento a una vigilanza attiva e attenta dei minori affidati.

Quanto scritto è in linea con l’art. 2048 c.c. che definisce il tempo nel quale il docente è responsabile e il livello di presenza che lo solleva dall’accusa di una vigilanza inadeguata  Si legge, infatti: “I precettori e coloro che insegnano un mestiere o un’arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi e apprendisti  nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza. Le persone indicate dai commi precedenti sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto

Il caso e una sentenza che confermano tutto

Il caso di un incidente occorso a un alunno di un Istituto Comprensivo si sofferma sul controllo visivo. Il bambino che si trovava nel cortile della scuola, si feriva sulla fronte a causa dell’urto contro le sporgenze metalliche esistenti su di un palo, elemento non eccedente l’ambiente e pienamente adeguato a quest’ultimo  nella sua conformazione.

Si legge nella sentenza che ha chiuso il caso (Corte di Cassazione, sez. VI Civile – 3, ordinanza n. 12842/17): La Corte “con un accertamento di fatto non sindacabile in questa sede, ha ricostruito le modalità dell’incidente ed ha affermato che il piccolo N. si era “accucciato accanto ad un palo della luce posto ai  margini del cortile, alzandosi repentinamente e girandosi di scatto“, e in tal modo urtando la fronte. La sentenza ha poi accertato che la collocazione e la conformazione del palo dovevano considerarsi del tutto normali in rapporto all’utilizzazione del cortile, che il palo era pienamente visibile e che non era stato dedotto alcun difetto di vigilanza da parte dell’insegnante, sicché il comportamento del tutto imprevedibile del bambino integrava gli estremi del caso fortuito.

L’accertamento di merito, quindi, ha consentito di escludere un difetto di vigilanza da parte dell’insegnante e di riconoscere l’assoluta repentinità ed imprevedibilità del comportamento del bambino, verificatosi in un contesto privo di pericolosità”

La parti in grassetto mettono in evidenza il carattere di imprevedibilità dell’evento verificatosi in una condizione di assoluto controllo dell’insegnante in quanto la linea di osservazione non era impedita da ostacoli.

Sentenza importante da tener presente, consapevoli però che ogni pronunciamento vale per il caso singolo e quindi per i soggetti coinvolti, non vincolando altre decisioni con la forza di una legge. In altri termini una sentenza non può estendersi erga omnes, anche perché nel quotidiano non esistono due eventi con condizioni identiche e di ugual peso.

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