CSPI. Lista ANAAM “Ci siamo anche noi”

di redazione
ipsef

LISTA N. VIII “CI SIAMO ANCHE NOI” CANDIDATO: GIUSEPPE MANCUSO
 PRESIDENTE NAZIONALE A.N.A.AM.

LISTA N. VIII “CI SIAMO ANCHE NOI” CANDIDATO: GIUSEPPE MANCUSO
 PRESIDENTE NAZIONALE A.N.A.AM.

Innanzitutto vorrei far notare che la nostra associazione ha iniziato a focalizzare l ’attenzione sulla Buona Scuola già da ottobre/novembre 2014 inviando una mail a tutte le scuole d’Italia e segnalando in particolare la famigerata pag. 83; siamo passati poi all’esame della Legge di Stabilità che creerà migliaia di disoccupati tra il personale ATA grazie a drastiche riduzioni d’organico e a divieti di nominare supplenti (a questo proposito si dovrebbe rifiutare l’intensificazione dell’attività relativa alla sostituzione dei colleghi assenti).

Se i precari ATA saranno costretti a lasciare il posto ai dipendenti delle province in esubero ci troveremo davanti ad una “razionalizzazione” aberrante! (togliere il lavoro da una parte per conservarlo dall’altra).

Deve pertanto esserci una stabilizzazione anche per detto personale, e non solo per i docenti, oltre all’introduzione della figura dell’assistente tecnico negli istituti comprensivi e ad un aumento dell’organico, anziché una diminuzione, sia degli assistenti amministrativi, ormai vessati da mille molteplici incombenze e costretti ad una condizione al limite della sopportabilità, sia dei collaboratori scolastici, importantissimi per la sicurezza, la sorveglianza e l’assistenza.

Noi già mesi fa mandammo lettere agli onorevoli Renzi e Faraone e ad altri deputati e senatori, scrivemmo a giornali e trasmissioni e addirittura al Santo Padre.

Invece gli altri sindacati si sono accorti solo negli ultimi tempi, forse in occasione di elezioni, che il governo si è praticamente dimenticato degli ATA, se non per ridurli ulteriormente e svilirli: è oltremodo deprimente rendersi conto che per l'opinione pubblica, i media e, ovviamente, i nostri politici, noi non esistiamo, o, se esistiamo, facciamo parte di una categoria inutile che svolge un lavoro qualunque che chiunque può fare al nostro posto.

Noi invece siamo convinti che non ci possa essere alcuna vera riforma della scuola statale senza una partecipazione attiva dei soggetti che la compongono e che la nostra completa esclusione dai vari processi decisionali sia semplicemente deleteria.

Per cambiare veramente l’Italia occorre cambiare la scuola, ma attraverso una vera consultazione aperta a tutti e una ampia e approfondita discussione parlamentare.

Rinnoviamo il nostro invito a votare uno di noi, di voi e non un sindacalista calato dall’alto: fra amministrativi tecnici ed ausiliari siamo tanti e se ci unissimo potremmo finalmente non essere più le ultime ruote del carro o peggio e potremmo far sentire la nostra voce per cambiare finalmente in meglio la nostra scuola e, con essa, la nostra situazione.

Ringraziandovi e augurandovi buon lavoro, cordiali saluti

PROGRAMMA LISTA N. VIII

“CI SIAMO ANCHE NOI”

CANDIDATO: GIUSEPPE MANCUSO
PRESIDENTE NAZIONALE A.N.A.AM.

PUNTO 1
L’autonomia scolastica ha dotato tutte le scuole di personalità giuridica, ma non ha modificato gli organici, pertanto quelli degli Istituti Comprensivi sono notevolmente esigui, sia a fronte del carico di lavoro, che è maggiore rispetto a quello di altre Istituzioni Scolastiche di grado superiore, sia in caso di assenze di colleghi non sostituiti con supplenti (chiamate giornaliere supplenti, maggior numero di personale con contratto a tempo determinato, rapporti con più comuni, etc.). Il lavoro nelle segreterie si è ulteriormente complicato in seguito alle seguenti novità: convocazioni supplenti on line con graduatorie riprodotte molteplici volte, iscrizioni on line, pagamento supplenze brevi sempre on line tramite il solito SIDI, che però non è stato ampliato provocando rallentamenti o blocchi totali del sistema operativo; ciò comporta un notevole dispendio di tempo ed energia.
Mancanza di sicurezza e sorveglianza per notevole riduzione dei collaboratori scolastici soprattutto nelle istituzioni con più plessi ubicati anche in più comuni.

Aumento della dotazione organica sia di collaboratori scolastici sia di assistenti amministrativi, tenendo conto di altri parametri e non solo del numero degli alunni e non diversificandoli più tra ordini di scuole; ad esempio, in diversi Istituti Comprensivi ci sono scuole distribuite fra più comuni. Questo permetterebbe di garantire sia il servizio, che la sicurezza e la sorveglianza. Cosa che non è possibile sostenere con gli organici attuali.

PUNTO 2
Livelli retributivi insoddisfacenti perché rimasti invariati dal 1976 ad oggi a fronte di un titolo di studio richiesto superiore a quello del 1976 ed a un aumento notevole di mansioni e di responsabilità non previste nel nostro mansionario. Vorremmo far notare come nel tempo, dal 1976 quando bastava una 5° elementare per i bidelli e una terza media per gli applicati di segreteria, come si chiamavano allora, sono stati ulteriormente aumentati i carichi di lavoro e le responsabilità a fronte dello stesso stipendio; ora occorre un diploma di scuola superiore o una laurea per gli assistenti amm.vi (ex applicati) e un diploma di qualifica per i collaboratori scol.ci (ex bidelli) ma la retribuzione non è mai stata cambiata e corrisponde al 3° e 4° livello della carriera esecutiva.

Passaggio dal 4 livello come ex applicati al 5° o 6° livello come assistenti amministrativi eventualmente con un corso obbligatorio come per la prima e seconda posizione economica. Si propone pertanto per tutti gli assistenti amministrativi uno stipendio adeguato al titolo di studio ed al lavoro effettivamente svolto; non esistono lavori simili al nostro inquadrati al 4° livello (si sottolinea che l’art. 36 della Costituzione recita “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso suffic…). Identico discorso per i collaboratori scolastici che dovrebbero passare dal terzo al quarto livello.

PUNTO 3
Graduatorie d’istituto di terza fascia supplenti ATA aventi nei primi posti personale senza esperienza specifica nelle scuole statali e/o proveniente da scuole private e/o paritarie, che comunque ha accumulato punteggio (collaboratori scolastici, insegnanti ecc.).
Altra anomalia: per accedere a qualifiche collaboratore scolastico ora occorre un titolo di studio superiore a quello precedente (terza media) ma è stata data possibilità a chi non ha il titolo previsto a chi si è già inserito precedentemente valutando il voto della terza media; in questo modo si crea una disparità di trattamento.

Riaprire la 2° fascia eliminando la dicitura “ad esaurimento” e lasciarla solo per le scuole e non per gli Uffici Scolastici Provinciali o prevedere la distribuzione degli aspiranti in due sezioni nella terza fascia: nella prima dovrebbero essere inserite le persone che hanno già prestato servizio nelle scuole statali nella stessa qualifica per almeno 30 giorni (non dovrebbe essere tanto complicato, visto che nel modulo di domanda era già prevista questa casistica) e nella seconda tutte le altre. In questo modo si garantirebbe più professionalità e si aumenterebbe la produttività delle istituzioni scolastiche e si farebbero lavorare in primis persone che hanno lavorato solo in scuole statali, a volte con sacrifici e per poco tempo. Già nel passato avevamo avuto delle graduatorie diversificate in base al servizio prestato nello Stato o in altre amm.ni, private o meno. Si dovrebbero valutare pertanto quelli con la sola terza media unicamente con punteggio minimo previsto.

PUNTO 4
Progressione di carriera: tantissimi assistenti amministrativi attraverso la prima e seconda posizione economica svolgono il servizio in qualità di DSGA, MA NON PASSANO DI RUOLO.

Creare la graduatoria dei 24 mesi dei DSGA, magari con un servizio minimo di tre anni, da cui attingere per le immissioni in ruolo.

PUNTO 5
Problema pensioni con diritti acquisiti più volte calpestati solo per i lavoratori dipendenti che producono una forza lavoro in età troppo avanzata e non lascia spazio ai giovani.

Conservare il diritto ad andare in pensione a 60 anni con una quota da “96” a “100” prevedendo una penalizzazione sempre più ridotta man mano che l’età o gli anni contributivi aumentano (da un 10/12% ad un 2% meno).

Copertura finanziaria per i punti n. 1, 2, 4

Eliminazione e/o riduzione spese militari all’estero e degli armamenti sofisticati come gli aerei F35; eliminazione “carrozzone Invalsi”; eliminazione contratti di pulizia molto costosi ma non soddisfacenti in termini di servizio: molte ore pagate a fronte di poche ore rese; assumere collaboratori scolastici da graduatorie ex provveditorati o d’istituto costerebbe meno e garantirebbe pulizie e servizio e soprattutto vigilanza. Usare tutti i risparmi generati da vari ridimensionamenti e contrazioni organici solo per il comparto scuola pubblica. Riduzione auto blu e grigie; diminuzione stipendi dei politici e dei parlamentari e degli addetti alle Camere; riduzione consulenze esterne da riassegnare all’interno della P.A. o nelle Commissioni Parlamentari; riduzione affitti della P.A. verso terzi; ridiscussione trattati Europei e eliminazione vincolo di bilancio deficit/Pil del 3%; da prossimo parlamento riduzione numero parlamentari e camera unica.

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