CSPI, la maggioranza vuole la riforma per renderlo “più efficiente e rappresentativo”. Opposizione e sindacati all’attacco: “Così si levano autonomia, competenza e incidenza”

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La Lega ha presentato due emendamenti al Decreto Scuola&Sport che mirano a modificare la struttura e le funzioni del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI). Le proposte hanno scatenato una forte reazione da parte dell’opposizione e dei sindacati, che vedono in queste modifiche un tentativo di limitare l’autonomia e l’efficacia dell’organo consultivo.

Le proposte della Lega

Come abbiamo già riferito nei giorni scorsi, gli emendamenti proposti dalla Lega mirano a:

  1. Chiarire le funzioni del CSPI, limitando i pareri obbligatori e introducendo pareri facoltativi su alcuni atti amministrativi.
  2. Modificare la composizione del Consiglio, aumentando il numero totale dei membri da 36 a 42 e introducendo la nomina di sei esperti da parte del Ministro dell’Istruzione e del Merito.

Secondo la Lega, le modifiche renderebbero il CSPI più efficiente e rappresentativo.

Non tutti sono d’accordo

Le principali preoccupazioni espresse dall’opposizione e dai sindacati riguardano il potenziale condizionamento dei pareri di un organo consultivo indipendente, la riduzione delle materie soggette al parere obbligatorio del CSPI, il mancato confronto con il mondo della scuola prima di proporre queste modifiche, il timing delle proposte, che arrivano poco dopo le elezioni per il rinnovo del CSPI.

La reazione del PD

Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura alla Camera, ha espresso forte preoccupazione, dichiarando: “La Lega continua a voler mettere le mani sul CSPI, l’organo più importante di garanzia del sistema d’istruzione. L’obiettivo è cambiare le regole per togliere autonomia ad enti terzi.” Manzi ha sottolineato che queste modifiche avvengono poco dopo le elezioni per il rinnovo dell’organismo e senza alcun confronto con il mondo della scuola.

La posizione dei sindacati

La Flc Cgil ha rilasciato una nota critica, affermando: “L’intento è chiaro: far tacere il Consiglio sui provvedimenti oggetto di relazioni sindacali… Da una parte si depotenzia il Consiglio diminuendone la composizione delle rappresentanze della scuola e dall’altra se ne riduce la competenza e l’incidenza.” Il sindacato ha anche messo in dubbio l’urgenza di queste modifiche, considerando che le votazioni per il rinnovo del CSPI si sono concluse solo due mesi fa.

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