Criticità riforma valutazione, M5S: Invalsi, voti in decimi e certificazione competenze fine ciclo

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comunicato M5S – “Lo scherma di decreto sulla Buona Scuola per la riforma del sistema di valutazione scolastico è un provvedimento scritto male, anche dal punto di vista formale, nel quale sono presenti alcuni aspetti positivi e migliorativi che però sono minoritari rispetto a un provvedimento che denota mancanza di coraggio da parte del governo: ci sono molti, troppi, vuoti. Troppi aspetti della valutazione non sono stati inseriti in uno schema che rappresenta purtroppo una nuova, ulteriore occasione mancata per migliorare un aspetto così importante del sistema d’istruzione”.

Così i parlamentari M5s in commissione Cultura di Camera e Senato dopo il parere definitivo allo scherma di decreto sulla Buona Scuola per la riforma del sistema di valutazione scolastico, rispetto al in entrambi i rami del Parlamento M5s hanno presentato un parere alternativo.

“Tra gli aspetti negativi di questo schema il più importante è quello relativo all’Invalsi: se è vero che è stata eliminata la prova d’esame sia nella scuola secondaria di primo e secondo grado, questo provvedimento, positivo, è stato completamente oscurato dal fatto che la prova Invalsi è stata inserita come requisito di ammissione agli esami di questi due cicli scolastici. Una decisione assurda e che contestiamo in toto dal momento che perché questa prova ha una funzione  di monitoraggio della didattica, non è un requisito per l’ammissione agli esami di Stato.

Altra criticità non risolta in questo schema di decreto è il fatto che il sistema di valutazione, nel primo ciclo d’istruzione, resta in decimi. Un approccio che contestiamo perché siamo da sempre stati favorevoli a un modello nel quale la scuola si doti di strumenti educativi e formativa, non  selettivo-punitivi. Tra l’altro nella bozza iniziale del decreto si proponeva un’attribuzione del voto in decimi, soprattutto dalla scuola del primo ciclo. Alla fine questo modello retrogrado invece è rimasto e nel parere di maggioranza è inserita solo un’osservazione, attraverso la quale si chiede di prevedere la possibilità di modificare il voto in decimi nel primo ciclo scolastico, anche ipotizzando una fase di sperimentazione. Una formula assolutamente blanda che fa riferimento al ciclo scolastico nel quale il voto in decimi ha la più bassa incidenza.

Infine, è stato previsto che la certificazione delle competenze degli studenti venga realizzata alla fine di ciascun ciclo scolastico e non ogni anno. Una scelta incomprensibile: la didattica dovrebbe essere tutta fondata sulle competenze e non utilizzare questo strumento con costanza finisce solo con il depotenziarlo. Alla luce di questi aspetti e di altri ancora il nostro parere oggi non poteva che essere negativo”.

ROMA, 9 giugno

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