Piovono critiche sulle alle tracce di Italiano della maturità: ““La sera leoni e la mattina Caproni”

di Giulia Boffa
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Molte le critiche alle tracce dei temi della maturità da parte di docenti e scrittori: il leit motiv è la mancanza di tempo per trattare in classe la letteratura dell’ultimo Novecento e i temi di strettissima attualità

Il Miur sembra lontanissimo da quel che accade nelle classi: è il commento di Manlio Lilli su Il Fatto Quotidiano alle tracce.

La critica è alla scelta che riguarda sempre una parte della storia della letteratura, che non si arriva mai a trattare durante l’anno scolastico per mancanza di tempo e che puntualmente viene somministrata ai ragazzi della maturità.

Docenti e scrittori si sono espressi sulle tracce dello scritto d’Italiano.

“Affrontano tutte questioni attuali e importanti. Un bel segnale”, dice Federico Niglia, professore di storia contemporanea alla Luiss. Ma per quanto riguarda la proposta sulla robotica Marco Roccetti, professore e coordinatore del PhD in “Data Science” presso l’Università di Bologna, avverte: “Probabilmente i ragazzi non sono pronti a scriverne in maniera approfondita”

“I temi assegnati in modo diverso affrontano tutti questioni attuali e importanti. È un bel segnale, trasmette quel senso di ‘storia viva’ che la scuola italiana deve comunicare”, commenta Federico Niglia, professore di storia contemporanea alla Luiss. “Mi chiedo però se i ragazzi abbiano seguito percorsi di formazione adeguati per introiettare questo genere di analisi”. Lo stesso dubbio avanzato anche da Nicola Lagioia, vincitore del premio Strega e direttore del Salone del libro: “Magari questa scelta servirà a dare una sterzata in direzione della contemporaneità ai programmi ministeriali. I concetti sono chiari e definiti, purtroppo è uno di quei classici autori che non vengono affrontati nei programmi per mancanza di tempo. Magari è anche un invito per i professori ad andare un po’ più veloci durante l’anno per fare un po’ di letteratura contemporanea, che la nostra scuola trascura troppo spesso”.

“Sembrano tracce scelte da un dirigente di una multinazionale che vende prodotti tecnologici degli anni ‘6o”. Così l’insegnante e giornalista Alex Corlazzoli commenta sempre sullo stesso quotidiano. “Hanno scelto tracce che non entusiasmano i nostri ragazzi. Tracce deludenti e senza appeal sull’opinione pubblica. Basta pensare a Giorgio Caproni, chi lo conosce? Forse i livornesi, forse i genovesi. Gli studenti non se lo aspettavano”.

Tra gif animate e commenti sarcastici il popolo di Twitter si è scatenato nel commentare la scelta “poco mainstream” del Ministero della Pubblica Istruzione che, dopo aver proposto Magris nel 2013, ha nuovamente sorpreso e spiazzato non solo gli studenti impegnati negli esami. Il più bersagliato è senza dubbio Giorgio Caproni, il poeta contemporaneo scelto per l’analisi testuale e poco noto ai più.

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