Critica al welfare dello studente: docenti dovranno dimostrare di meritare lo stipendio, studenti non dovranno dimostrare profitto per borse di studio

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red – Il paradosso è messo in evidenza dalla Gilda degli Insegnanti che ha analizzato la parte relativa al Welfare contenuta nel Decreto istruzione. La futura classe dirigente italiana sarà formata all’estero?

red – Il paradosso è messo in evidenza dalla Gilda degli Insegnanti che ha analizzato la parte relativa al Welfare contenuta nel Decreto istruzione. La futura classe dirigente italiana sarà formata all’estero?

Nell’art. 1 (Welfare dello studente), si stanziano 15 milioni per l´anno 2014 per l´attribuzione di contributi e benefìci a favore degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado in possesso dei requisiti di cui al comma 2. e tra i requisiti per accedere ai benefici si sopprime il punto a) merito negli studi risultante dalla valutazione scolastica del profitto conseguito nel percorso formativo.

In sostanza, per ottenere dei sussidi economici, occorre avere problemi di trasporto e particolari condizioni economiche e basta.

"Nè è di consolazione – dicono dalla Gilda – l´art. 3 che ripartisce tra le Regioni, sulla base del numero degli studenti, le risorse di cui al comma 1, le quali dovranno definire la tipologia dei benefìci e i requisiti per l´accesso agli stessi, nonché le modalità di monitoraggio dei risultati ottenuti. Nei successivi trenta giorni ciascuna regione provvede, con eventuale pubblicazione di un bando, a definire la natura e l´entità dei benefìci per gli studenti, da erogare fino a esaurimento delle risorse, e a individuarne i beneficiari. Una confusa (e sospetta) delega per un utilizzo libero alle Regioni che potranno (o no!) pubblicare un bando e potranno decidere i requisiti per l´accesso agli stessi. Inutile ricordare ciò che tutti sappiamo sui fatti di cronaca (anche giudiziaria) che riguardano la distribuzione dei fondi delle Regioni."

Secondo la Gilda dietro questo atteggiamento "generoso", (ti aiuto, senza condizioni) si celano due pericoli

  • Uno, è la visione caritatevole che assomiglia all´ assistenza degli Istituti religiosi, quando non esisteva lo Stato sociale;
  • l´altra è la visione della scuola che non deve rispondere più agli obiettivi dello Stato repubblicano, perno della democrazia. Quella scuola che dovrebbe formare i migliori, le classi dirigenti del futuro.

Un principio pericoloso che nasconde l´idea di scuola come contenitore sociale in cui non si formerà più la classe dirigente, la cui cura sarà delegata alle scuole private e magari, dicono dalla Gilda, all’estero.

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