Crisi energetica e caro bollette, per Giannelli (Anp) si combatte facendo didattica a distanza tutti i sabati

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Crisi energetica? Si apre il dibattito a suon di dichiarazioni, miste ad esigenze elettorali (non è il caso di Giannelli) su come affrontare una crisi energetica legate al rincaro delle materie prime e alla guerra in Ucraina.

Nel 2020 l’Italia ha speso 15 miliardi di euro per 75 miliardi di metri cubi di gas, oggi costano tra gli 80 e i 90, grazie anche all’inflazione, (certo 50 sono gli “extra profitti” dei quali si parla tanto in campagna elettorale.

Come combattere il “caro bollette”, tutti dovranno fare la loro parte (solidarietà, dividiamoci gli oneri). Così, in Veneto per risparmiare sui consumi di gad ed energia, il vicepresidente della Provincia di Verona con delega a Istruzione ed Edilizia scolastica David Di Michele propone di chiudere le scuole il sabato per risparmiare una previsione di spesa in bollette di 8 milioni.

Il Partito Democratico non è d’accordo perché “I ragazzi e le famiglie hanno sofferto in modo drammatico le conseguenze della pandemia, dal punto di vista degli apprendimenti, dello sviluppo delle competenze, della socializzazione, del disagio psicologico e dell’organizzazione della vita dei nuclei familiari.” Quindi, niente, bocciato.

Ricordiamo che la settimana corta proposta non significherebbe una perdita di un giorno di lezione, ma di una redistribuzione delle ore del sabato. Una pratica ampiamente diffusa su tutta la penisola, soprattutto nei comprensivi, magari un po’ meno a macchia di leopardo alle superiori, ma che in Veneto coinvolgerebbe circa 150 licei dal momento che molte superiori già il sabato stanno a casa.

Nel dibattito si inserisce il Presidente dell’Anp, Antonello Giannelli che propone il sabato in DAD.

“Non è pensabile – dice – che si sottragga ma qualsiasi misura si decida di prendere per risparmiare metano ed energia elettrica, questa non deve pregiudicare il diritto allo studio né deve essere lasciata alla decisione della singola scuola”.

“Certamente, si può accorciare la settimana scolastica, riadattando gli orari – spiega -. Molte scuole, soprattutto elementari e medie, già lo fanno. Per le altre questo significa aggiungere un’ora in più al giorno dal lunedì al venerdì”.

Fra le ipotesi da valutare anche la chiusura del sabato con le lezioni a distanza, Dad un giorno alla settimana da ottobre ad aprile: “Noi siamo pronti a considerare anche questa opzione purché sia per tutti gli istituti. Questa soluzione se usata bene può essere utile – commenta -. Si tratta di una soluzione temporanea, per l’inverno soltanto, che certo comporterà uno sforzo organizzativo per evitare i problemi che ci sono stati durante la pandemia”. C’è anche chi propone di accorciare la lezione da sessanta a cinquanta minuti per non appesantire troppo gli studenti: “Non si può diminuire il tempo di scuola – spiega -. Purtroppo per cambiare gli orari scolastici ci vuole un piano adeguato di trasporti”

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