Crisi di governo, ministro dell’Istruzione: Azzolina, Ascani, Boschi o un nome a sorpresa?

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Le dimissioni del premier Giuseppe Conte, martedì mattina, hanno innescato la crisi di governo. Il Conte Bis è ormai storia e le forze politiche sono impegnate nel delineare un nuovo esecutivo.

Il nome del nuovo presidente del Consiglio dipenderà dall’esito delle consultazioni: Giuseppe Conte, Luigi Di Maio, Dario Franceschini, Carlo Cottarelli, Luciano Violante, Paolo Gentiloni o una donna come Marta Cartabia o Luciana Lamorgese. Molto sarà determinato dalla composizione della maggioranza: PD, M5S, Leu dovrebbero continuare a comporre la compagine governativa, poi ci sarà l’ormai noto gruppo di “Responsabili” e probabilmente Italia Viva.

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Crisi di governo, ministro dell’Istruzione: Azzolina, Ascani, Boschi o un nome a sorpresa?

Cosa accadrà a Viale Trastevere? Lucia Azzolina potrebbe restare ministra dell’Istruzione e continuare la sua opera (capitalizzando anche i fondi del Recovery Plan in arrivo), ma molto dipenderà dalla composizione della maggioranza e dei vari ministeri (soprattutto quelli di peso).

Il Movimento Cinque Stelle fa muro sul suo nome, ma si potrebbe decidere di “sacrificarla” per salvare Alfonso Bonafede alla Giustizia. Tutto questo, però, ancora oggi non è definito e la situazione può mutare velocemente nelle prossime ore.

Chi potrebbe sostituire Lucia Azzolina? I nomi in pole position sono sempre i soliti, escludendo (ipotesi che sta salendo di quota nelle ultime ore) che un pentastellato possa prendere il posto della deputata originaria di Siracusa. Potrebbe essere promossa Anna Ascani, vice ministra, esponente del Partito Democratico (come è accaduto con Azzolina che prese il posto di Lorenzo Fioramonti), o potrebbe essere il turno di Maria Elena Boschi, capogruppo alla Camera di Italia Viva (qualora il partito fondato da Matteo Renzi facesse parte del nuovo governo).

Non si può escludere, però, anche un nome a sorpresa, un esponente politico (come Tiziana Drago, ex M5s, ora Popolo Protagonista, che ha votato no alla fiducia al Conte Bis, ma potrebbe rientrare in maggioranza qualora ci fossero le condizioni politiche) o un tecnico (magari proveniente dal mondo della scuola) che ancora non è uscito allo scoperto.

Servirà capire anche se sarà mantenuta la divisione tra il Ministero dell’Istruzione e quello dell’Università (attualmente con Gaetano Manfredi a capo).

Intanto il deputato della Lega, Rossano Sasso, su Facebook, fissa il manifesto programmatico per il nuovo ministro: “A chiunque dovesse prendere il suo posto, diciamo chiaro e tondo che saremo ancora più duri e determinati, se non si affronteranno subito queste priorità: stabilizzazione precari, vincolo quinquennale e messa in sicurezza delle scuole. I soldi ci sono, la drammaticità della situazione lo impone, serve la volontà politica ed un minimo di buon senso”.

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