Crisi di governo, Draghi verso le dimissioni: elezioni il 2 ottobre? Gli ultimi aggiornamenti

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Precipita la crisi di governo. Il premier Mario Draghi verso le dimissioni. Il governo rimane in carica per il disbrigo degli affari correnti: solo, dunque, ordinaria amministrazione..

Secondo quanto raccolto, il presidente del Consiglio ha lasciato Palazzo Chigi diretto nella sua abitazione e non al Colle, dove, riferiscono fonti di governo, dovrebbe recarsi nella giornata di domani. Domani mattina è previsto il passaggio parlamentare alla Camera. Solo dopo il premier potrebbe salire al Quirinale.

L’ipotesi più gettonata è che ci siano le elezioni anticipate. Il presidente della Repubblica si potrebbe prendere qualche ora per riflettere, poi domani potrebbe incontrare i presidenti delle Camere che, come prevede la Costituzione, devono essere ascoltati prima di poter sciogliere le Camere. A quel punto il Capo dello Stato avrebbe tutti gli elementi necessari a compiere la sua scelta, che tutti prevedono sia lo scioglimento del Parlamento per un voto in autunno.

La data è decisa dal governo, ma, in base al calendario, la data più probabile è il 2 ottobre: devono infatti passare tra i 60 e i 70 giorni dal giorno dello scioglimento e il 25 settembre si celebra una festa ebraica, mentre solitamente si evita la coincidenza con festività religiose.

Da segnalare anche l’addio a Forza Italia dell’attuale ministra degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini: “Questa Forza Italia non è il movimento politico in cui ho militato per quasi venticinque anni: non posso restare un minuto di più in questo partito”.

Intanto al Senato passa il voto di fiducia: presenti 192, votanti 133, maggioranza 67, favorevoli 96, contrari 38.

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