Crisi ambientale, futuro a rischio per bambini e adolescenti. A dirlo Unicef e CIDU. Il ruolo della scuola

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Il Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza ha lanciato un messaggio inequivocabile: è indispensabile affrontare immediatamente le crisi ambientali per salvaguardare i diritti dei più giovani. Carla Garlatti, magistrata e Garante per l’infanzia e l’adolescenza, enfatizza la necessità di agire ora per prevenire un futuro a rischio per bambini e adolescenti. Con il sostegno di Unicef e CIDU, ha promosso la traduzione e diffusione del Commento generale n. 26 dell’ONU, rendendolo accessibile anche ai più giovani.

Priorità ambientale e riletture della convenzione ONU

Il Commento generale n. 26 del Comitato Onu rilegge la Convenzione ONU del 1989, ponendo l’accento sulla sostenibilità ambientale. Carla Garlatti, in una interessante intervista pubblicata dal quotidiano “Il Fatto”,  sottolinea come questo documento reinterpreti articoli chiave, come l’articolo 19, che ora considera il degrado ambientale e le crisi climatiche come forme di violenza strutturale, aggravando il rischio di abusi e sfruttamento per i minori.

Vulnerabilità dei bambini in contesti di povertà

Il Commento evidenzia la maggiore vulnerabilità dei bambini in condizioni di povertà, che li espone maggiormente agli effetti delle catastrofi ambientali e dell’inquinamento, a causa di minori risorse economiche.

Sensibilizzazione ambientale in Italia: il ruolo dei giovani

In Italia, i giovani mostrano una consapevolezza ambientale superiore rispetto agli adulti. Garlatti riporta che un’indagine ha rivelato come i giovani richiedano un’azione più incisiva da parte dei governi per affrontare le problematiche ambientali, promuovendo una visione intergenerazionale.

Valutare l’impatto ambientale sui minori

Garlatti enfatizza l’importanza di valutare l’impatto delle decisioni politiche e legislative sui minori, soprattutto in relazione all’ambiente. Sottolinea l’importanza di includere i giovani stessi in questi processi di valutazione e monitoraggio. Ad obbligarci la modifica della Costituzione italiana nel 2022, che include ora riferimenti all’ambiente, non deve rimanere solo teorica. Garlatti si aspetta che le raccomandazioni del Commento 26 vengano prese in seria considerazione. Da qui l’esigenza di promuovere la giustizia riparativa e programmi educativi specifici per indirizzare questi problemi.

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