Crisanti: “Servono tre mesi di restrizioni per arrivare a un reset, ma un lockdown è impensabile”

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Tre mesi di restrizioni per arrivare a un “reset”, abbattendo i numeri, a livelli gestibili per il contact tracing. Così Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Microbiologia e Virologia dell’Università di Padova, ospite di Piazza Pulita su La7.

Crisanti ha ribadito che sarebbe stato meglio effettuare tamponi a tappeto, almeno 300-400.000 al giorno, estendendoli alle reti allargate dei positivi, in modo da rompere la catena di contagi il prima possibile. Ora “siamo al punto di partenza”.

“Il sistema di tracciamento italiano si è sbriciolato una settimana fa. Per rintracciare le catene, considerati i 16.000 contagi di oggi, dovremmo individuare 160.000 persone. Non esiste nessun sistema al mondo in gradi di fare questo”, ha spiegato Crisanti.

“Per riprendere il controllo del contagio l’unica arma che abbiamo sono le misure restrittive e di distanziamento sociale. Se le misure faranno effetto dobbiamo chiederci come consolidiamo questi risultati. Altrimenti ricominciamo questo ciclo perverso un’altra volta. Due o tre cicli di questi alti e bassi sarebbero in grado di distruggere qualsiasi economia. Due-tre mesi fa avevo prefigurato questo scenario. Avevo suggerito 300 o 400.000 tamponi al giorno. Creare una rete di informazioni e creare la logistica per portare i tamponi al cittadino”.

Secondo Crisanti un lockdown “è impensabile. Dobbiamo guadagnare tempo, fare tre mesi di restrizioni un po’ più severe e riportare ai livelli che possano essere gestiti dal contact tracing”.

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