Cresce il programma Garanzia Giovani: nuovi interventi e incentivi

di redazione

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Il completamento del ciclo di studi superiore rappresenta un passaggio importante nel percorso formativo di un giovane, ma non è raro trovarsi in situazioni in cui la fase post diploma sia accompagnata da incertezze e tentennamenti. Scegliere quale sia la strada più opportuna da intraprendere dopo il conseguimento del titolo di studio richiede, infatti, un’attenta e ampia valutazione dei tanti (e vari) aspetti che entrano in gioco quando studenti e studentesse si trovano dinanzi al bivio studio-lavoro.

Certo, si potrebbe arrivare più “pronti” e “preparati” a questo momento, affrontando (o meglio, anticipando) dubbi ed esitazioni attraverso un attento percorso di orientamentocome accade sempre più spesso nei servizi di orientamento e placement scolastici – cercando una sintesi tra le proprie aspirazioni e le competenze acquisite, e valutando l’opportunità di proseguire gli studi o ricercare spazi di ingresso nel mondo del lavoro.

Ma anche laddove le scelte fatte siano risultate poco efficaci e lineari rispetto agli obiettivi prefissati e abbiano posto il giovane su un percorso (inaspettatamente) pieno di ostacoli, la demotivazione e il rischio di scivolare in una zona grigia di “inattivismo” e “scoramento” può essere supportata con diversi strumenti. Soprattutto quando l’interesse dei giovani è metter piede nel mondo del lavoro, ma con scarsi risultati.

Proprio nell’ultimo triennio, tra i principali interventi promossi in sede europea e con importanti ricadute sul piano nazionale e regionale, ha destato grande attenzione il Programma Garanzia Giovani. Come noto, la Youth Guarantee prevede interventi di politica attiva rivolti alla categoria (tanto discussa) dei Neet: giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (Neet – Not in Education, Employment or Training).

Attraverso diverse misure pensate per offrire opportunità di orientamento, formazione e inserimento al lavoro, gli ultimi dati (aggiornati al 31/12/2017) indicano un coinvolgimento di:

  • 1.204.670 giovani (registrati al programma) 
  • 982.589 giovani (81,5% dei registrati) sono stati presi in carico dai servizi per l’impiego per iniziare un precorso di orientamento e accompagnamento al lavoro
  • 359.353 giovani (36,5% di coloro presi in carico dai CpI) hanno trovato un lavoro, contratto di apprendistato (41%), a tempo indeterminato (30%) e a tempo determinato (25%)

Le strade suggerite ai giovani che prendono parte al programma sono diverse: oltre al tirocinio extra-curriculare – azione di politica attiva che vede crescere costantemente il numero di giovani che al termine del tirocinio possiede almeno un rapporto di lavoro (63%) – è possibile orientare i partecipanti verso percorsi di formazione, di autoimpiego, di mobilità professionale, oppure verso l’esperienza del Servizio Civile Nazionale, anche nell’ambito dell’Unione Europea.

Lo stanziamento di risorse aggiuntive (1,27 milioni di euro) servirà, inoltre, a sostenere nuovi interventi, volti nello specifico a:

  • intercettare e informare giovani Neet svantaggiati (che vivono in nuclei familiari richiedenti il Reddito di Inclusione Sociale) delle opportunità offerte dal programma e proporre loro un piano di azione individuale
  • avviare i giovani Neet a un corso di formazione dopo l’assunzione, al fine di acquisire le competenze necessarie, agevolandone l’inserimento lavorativo e rispondendo ai fabbisogni del datore di lavoro
  • offrire ai giovani Neet la possibilità di vivere esperienze nei paesi della Ue per migliorare e aumentare le proprie competenze personali e avere, così, maggiori possibilità di inserimento lavorativo

E da non dimenticare, sul tema dell’autoimpiego, il Fondo nazionale “SELFIEmployment”, che dispone di 103 milioni di euro utilizzabili per finanziare idee imprenditoriali di giovani Neet, e l’Incentivo Occupazione Neet 2018.

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