Crepet: “Tutti bravi i genitori perché lasciano liberi i figli? Fantasie. Nessuno studia più, le scuole e le famiglie fanno schifo”

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Lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet non ha peli sulla lingua quando si tratta di commentare l’omicidio di Saman, giovane ragazza di origine pakistana tragicamente scomparsa nel 2021.

In una recente intervista rilasciata a Il Resto del Carlino, Crepet ha condiviso il suo punto di vista pungente su tale tragedia e su certe reazioni del pubblico italiano.

Crepet esordisce: “È un omicidio orrendo che deve essere perseguito con la massima severità. C’è un codice penale che prevede l’ergastolo. Lo si deve applicare sia per chi è nato a Reggio sia per chi viene dal Pakistan.” Con queste parole, l’esperto mette in evidenza l’importanza di non fare distinzioni basate sull’origine o sulla cultura quando si tratta di giustizia. Ammazziamo una donna ogni due giorni. E se non muore, la massacriamo di botte. Che superiorità culturale abbiamo? Smettiamola con quest’ipocrisia”.

Crepet critica fortemente la reazione di molti italiani riguardo alle foto di Saman senza velo. “Esistono le religioni e le credenze da sempre. Mia nonna andava col velo a messa eppure non era pakistana. I rabbini hanno il cappello.” E poi, riferendosi alle suore: “Non facciamo i fenomeni, dai…”. Con queste parole, l’esperto vuole sottolineare come molte delle critiche rivolte alla cultura pakistana siano radicate in una visione distorta e parziale.

Crepet non risparmia neanche l’Italia, evidenziando le contraddizioni della società italiana in tema di integrazione e di valori culturali. “È fantasia pensare che in Italia siamo tutti bravi genitori perché lasciamo liberi i figli. Ma liberi di che? Nessuno studia più, le scuole e le famiglie fanno schifo. E noi saremmo avanzati?” Un riferimento al passato, quando a Torino, negli anni ’50, si leggevano cartelli sulle case che dicevano: ‘Non si affitta a meridionali’. Oggi, secondo Crepet, la situazione non è cambiata, solo il bersaglio è diverso: i pakistani.

Il sociologo conclude l’intervista con un monito: “Complimenti alla cecità, all’ipocrisia e alla falsità italiana…”. Un invito a riflettere sulla nostra società, sui pregiudizi e sulle ipocrisie che ancora persistono.

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