Crepet: “Se i social rappresentano un rischio, siamo in guerra questo è evidente”

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Durante il programma radiofonico ‘L’Italia s’è desta’, su Radio Cusano Campus, Paolo Crepet, noto psichiatra e sociologo, ha espresso un parere critico sul ruolo dei social network nella società contemporanea.

“Se i social rappresentano un rischio, siamo in guerra, questo è evidente,” ha affermato Crepet, sollevando preoccupazioni significative riguardo l’impatto di queste piattaforme.

Il dibattito si è incentrato sulle recenti vicende giudiziarie negli Stati Uniti, dove i colossi dei social media sono stati accusati di contribuire a disagi psicologici e, in alcuni casi, di essere indirettamente responsabili di suicidi. Crepet ha sottolineato: “Se qualcuno, e mi pare ci sia più di qualcuno, indica questi come almeno parzialmente responsabili, allora certo non è un’esagerazione parlare di guerra in corso”.

In particolare, è stata discussa l’accusa di ‘avere le mani sporche di sangue’ rivolta al CEO di Meta, Mark Zuckemberg, dal senatore Linsey Graham. Crepet ha ricordato un episodio simile con Instagram e un tentativo di intervento da parte della commissione europea, evidenziando come il problema dei suicidi legati ai social non sia confinato agli USA.

Crepet ha anche parlato del futuro dei social network, menzionando l’avvento di nuove tecnologie come Rabbit e Human, basate su intelligenza artificiale e interazioni più invasive. Questi nuovi device, che permettono interazioni dirette come analizzare il contenuto zuccherino di un frutto, rappresentano un cambiamento antropologico significativo e sollevano interrogativi sulla natura della trasgressione e della normalità.

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