Crepet: non si chiude nulla, solo le scuole. Vaccino agli insegnanti giusto per fare gli esami

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“Sarà una catastrofe. Umanitaria e generazionale. A pagare di più il lockdown saranno le nuove generazioni, anche per la disillusione che ormai si sta diffondendo relativa ai ritardi con cui viene somministrato il vaccino. I tempi sono destinati ad allungarsi”. Lo dice all’Agi Paolo Crepet, psichiatra e sociologo

Sulla scuola: “C’è questa continua sospensione. Prima si dice che si riapre il 7, poi no, il 12. Ma poi il 12 non andrà così, 50% o 75%? Poi la questione dei trasporti. Pensi essere un ragazzo oggi, c’è da impazzire”.

“Perché nessuno sta dicendo che il 7 gennaio si chiudono le fabbriche. Quello non è messo in discussione neanche lontanamente. In verità non si chiude nulla, solo le scuole. Persino gli uffici dell’anagrafe restano aperti. Gli adulti, tutti, sono collusi, in questa sorta di crimine terribile. Non dico che sia facile, ma una soluzione pensata ci dovrebbe essere”, afferma Crepet.

“Oggi abbiamo scoperto che il piano vaccini includerà gli insegnanti tra tre mesi, se va bene, giusto per fare gli esami di maturità. Questo è il dato. Tutto è sacrificato, soprattutto, in nome della produzione, certo. E di un tipo di produzione”, evidenzia.

“In una terapia online di qualche giorno fa, una mia giovane paziente mi ha detto: ‘Non ne posso più. Voglio rivedere i miei amici, voglio l’abbraccio della mia insegnante’. I danni psicologici sono quelli di un ritiro, e dopo sarà molto, ma molto difficile. E questa pandemia non si risolve con il vaccino. Il vaccino cura le cellule, non la nostra anima”.

La soluzione per Crepet “è riaprire le scuole”, “ripensare i trasporti con un mix di distanza e vicinanza, perché non si può negare la vicinanza”.

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