Crepet: “No al buonismo educativo, ottenuti risultati terrificanti. Bravo Valditara a far parlare della scuola dopo decenni di oblio”

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In merito al dibattito sull’introduzione della parola ‘Merito’ nella nuova denominazione del Ministero dell’Istruzione, interviene Paolo Crepet, psichiatra ed educatore.

“ll professor Valditara ha sicuramente un merito, far parlare della scuola italiana dopo decenni di oblio e di sottovalutazione. Nessun talk-show ha mai proposto un dibattito sull’educazione, le prime pagine se ne sono accorte occupandosi di fatti di cronaca. Non voglio pensare che si tratti solo di strategia mediatica o di cura della visibilità, credo invece che dalla ridefinizione del suo dicastero, al divieto (per la verità già praticato da molti istituti) dell’uso di dispositivi digitali in orario scolastico (che vale anche per gli insegnanti, vero?), dai ‘lavori socialmente utili’ per chi fa il bullo o la bulla, fino alla clamorosa scivolata sul termine ‘umiliazione’, vi sia una visione contraddittoria, opinabile, ma che costringe l’opinione pubblica a riflettere sul tema centrale di una comunità: la formazione e l’educazione delle nuove generazioni. Sarebbe un danno se questo dibattito si esaurisse con qualche superficiale presa di posizione”.

Crepet si mostra molto critico anche nei confronti di chi sostiene la teoria del buonismo e dei condoni educativi. “È ciò che è stato praticato con risultati terrificanti: crescita dell’abbandono scolastico, 100% di promozioni alla maturità, abbassamento dei livelli di apprendimento. Se si vuole uscire dal sorvegliare e punire dove il senso civile conduce, quale strada dobbiamo percorrere? Si tratta di una domanda troppo importante perché sia lasciata ai soli insegnanti e al ministero”.

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