Crepet: “Maggiore età a 16 anni, significa mettere la punibilità, il voto e tante altre belle cose. Serve a dare responsabilità, l’età è evolutiva”

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La questione relativa alla responsabilizzazione dei giovani riguardo al comportamento e alle azioni compiute è sempre stata un argomento di dibattito.

Recentemente, lo psichiatra Paolo Crepet ha espresso il suo punto di vista durante una puntata de L’Aria che tira su La 7, sollevando la proposta di abbassare la maggiore età a 16 anni. La sua posizione si fonda sulla convinzione che l’età evolutiva, oggi, sia più precoce, e che sia necessario adeguare la normativa a tale cambiamento.

La proposta di Crepet prende le mosse da un’analisi sul contesto sociale attuale. Molte famiglie vivono situazioni complesse, spesso caratterizzate da genitori separati in conflitto. In questo scenario, la dispersione scolastica diventa una preoccupante realtà. L’attuale sanzione di 30 euro per chi non invia i propri figli a scuola sembra insufficiente, e da qui emerge la necessità di interventi normativi più incisivi, anche se controversi, come la possibilità di pene detentive per i genitori.

Crepet suggerisce che la maggiore età a 16 anni permetterebbe di instaurare un senso di responsabilità nei giovani, avendo implicazioni sul diritto di voto, sulla punibilità e su altri aspetti della vita civile. L’abbassamento dell’età della maggiore età, inoltre, potrebbe fungere da deterrente per le organizzazioni criminali che reclutano giovani, sfruttando la loro percezione di impunità.

L’idea di Crepet, tuttavia, non mira a essere semplicemente repressiva, ma piuttosto educativa. Se un giovane di 16 anni decide di uscire e trascorrere una nottata fuori, dovrebbe essere pienamente conscio e responsabile delle proprie azioni.

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