Crepet: “La buona scuola è fatta di maestri che sorridono, contenti di andare ad insegnare, non di andare in pensione”

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Lo psichiatra Paolo Crepet ha tenuto una conferenza all’associazione AttuttaBriglia a la Briglia di Vaiano, offrendo una visione rivoluzionaria dell’educazione dei figli e del ruolo della scuola.

In un evento molto partecipato, Crepet ha affrontato vari argomenti tra cui l’importanza dell’attesa come scintilla di desiderio e creatività, e il ruolo del conflitto generazionale come fattore di crescita. “Il coraggio di lasciarli sognare” era il fulcro del suo discorso.

Non si è trattenuto dall’investire le pratiche attuali della scuola, evidenziando le conseguenze delle derive burocratiche e tecnologiche, come i registri elettronici e le chat dei genitori. Crepet ha proposto modelli alternativi, citando l’esempio delle scuole danesi dove i bambini preparano autonomamente i loro pasti, un’attività che incoraggia la crescita individuale e la responsabilità.

Crepet ha elogiato l’immagine di una “buona scuola” popolata da maestri felici di insegnare, non di andare in pensione. Lo psichiatra ha promosso l’idea di un programma scolastico a tempo pieno che incoraggia attività oltre alla normale didattica, come il teatro, contribuendo così alla comprensione del sé durante l’adolescenza.

La sua severa critica all’episodio di Rovigo, dove alcuni studenti furono promossi nonostante il loro comportamento violento, evidenzia l’urgenza di una riforma educativa.

Crepet ha poi affrontato il ruolo mutato dei genitori, enfatizzando come sia passato da un atteggiamento contestatore a una sorta di sottomissione verso i figli. Lo psichiatra ha esortato i genitori a essere figure autorevoli, non “genitori amichetti”, e ha incoraggiato i giovani a nutrirsi di curiosità, a viaggiare e a confrontarsi con i coetanei.

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