Crepet invita ad investire sull’istruzione: “Una buona scuola fa un buon futuro, una cattiva scuola fa nessun futuro”

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“Lo Stato deve credere nella formazione. Bisogna mettere denari e non solo sulla scuola. Una buona scuola fa un buon futuro, una cattiva scuola fa nessun futuro”.

Lo ha detto lo psichiatra e saggista Paolo Crepet, nel corso del suo intervento a Metropolis su La Repubblica, che dunque torna a parlare di giovani e il loro rapporto con l’istruzione.

Secondo Crepet, “bisogna lasciare che i ragazzi crescano con competenze. Ce ne vogliono oggi molto di più che quarant’anni fa. Ci sono strumenti straordinari, non bisogna pensare che siamo sull’orlo di un dirupo“.

I ragazzi stessi  – osserva – sono più liberi di quarant’anni fa, hanno più diritti”.

Pochi giorni fa aveva toccato il lo stesso tema elogiando l’immagine di una “buona scuola” popolata da maestri felici di insegnare, non di andare in pensione.

Lo psichiatra promuove l’idea di un programma scolastico a tempo pieno che incoraggia attività oltre alla normale didattica, come il teatro, contribuendo così alla comprensione del sé durante l’adolescenza.

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