Crepet: “Il problema non sono i social, ma l’esempio che i giovani ricevono in casa da mamma e papà”

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Negli ultimi mesi, il fenomeno del pensiero suicida tra i giovani ha visto un preoccupante aumento. I dati forniti da “Telefono Amico” di Padova rivelano che, nel solo primo semestre del 2023, si sono registrate ben 3.700 richieste di aiuto da parte di ragazzi in difficoltà, mostrando un aumento del 37% rispetto all’anno precedente.

A La Stampa interviene, Paolo Crepet, celebre psichiatra. Dal suo osservatorio “mail amica”, Crepet ha notato un consistente afflusso di lettere da giovani in crisi. Sebbene riconosca l’autenticità di queste voci, mette in guardia dal considerare queste chiamate come un vero e proprio indice epidemiologico. “Le crisi adolescenziali sono complesse e non possono essere pienamente comprese attraverso una semplice telefonata”, afferma.

Con l’incremento dell’uso dei dispositivi mobili e dei social media, si è ipotizzato che questi potrebbero essere tra i principali responsabili dell’isolamento giovanile. A questo proposito,  Crepet sottolinea: “Il vero problema non sono i social, ma l’esempio che i giovani ricevono in casa“. Per lui, è fondamentale che le famiglie offrano ai giovani delle alternative reali e tangibili alla dimensione virtuale, come momenti condivisi in natura o attività da fare insieme.

Inoltre, Crepet mette in luce un altro aspetto preoccupante: la “comunicabilità della depressione”. Lo psichiatra sostiene che il disagio psicologico non è trasmissibile biologicamente, ma può essere influenzato culturalmente. Ad esempio, un adolescente esposto costantemente a discorsi e notizie negative potrebbe interiorizzare questi sentimenti e credenze.

Riferendosi al concetto di “marketing dell’ansia”, Crepet spiega come i giovani possano essere influenzati da messaggi virali e polarizzanti, come quelli legati all’”eco-ansia”.

Infine, il consiglio che Crepet offre ai genitori è semplice ma profondo: “Amate l’imperfezione e incoraggiate il dono dell’ironia nei vostri figli. Condividete con loro le vostre esperienze, mostrate loro il valore dell’ascolto reale e limitate l’uso eccessivo della tecnologia”. In un mondo sempre più digitalizzato, è essenziale ritrovare l’importanza del contatto umano e dell’ascolto attivo.

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