Crepet: “Genitori troppo al servizio dei figli. Ci sia una legge che obblighi ad iscriversi ad un’università distante dalla cucina di casa di almeno 450 chilometri”

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Lo psichiatra Paolo Crepet non usa mezzi termini quando si tratta di discutere l’educazione e l’approccio degli studenti alla vita. Parlando di fronte a un pubblico di studenti delle scuole superiori, Crepet ha puntato il dito contro la cultura della mediocrità che sembra permeare il sistema scolastico.

Crepet critica aspramente il sistema di valutazione attuale, chiedendosi: “Bisognerebbe abolire il ‘6 meno meno’, che cos’è?”. Il suo punto è chiaro: bisogna valorizzare gli studenti che si impegnano, mettendo in discussione un sistema che promuove quasi tutti indistintamente. “Abbiate paura della mediocrità”, incalza, “bisogna difendere la meritocrazia”.

Sognare è non solo un diritto, ma anche un dovere per gli studenti, secondo Crepet. Il desiderio, la passione, la fatica e la volontà sono tutti elementi cruciali per evitare la resa al conformismo e alla mediocrità.

Crepet allerta anche sui pericoli della tecnologia quando utilizzata in modo superficiale. “Pensate ai social: ciò che è più banale diventa virale. Ma cosa c’è di interessante? A mio parare proprio nulla”, avverte.

Un discorso che vale anche per il contesto familiare. Crepet si rivolge ai genitori troppo “a servizio” dei figli: “Ognuno di voi ha diritto alla sua scalata,” dichiara. E conclude con una provocazione: “Dovrebbe essere di legge iscriversi a un’università distante dalla cucina di casa di almeno 450 chilometri”.

Un messaggio forte che sottolinea l’importanza dell’autonomia e della responsabilità personale nell’educazione. Crepet ci invita a interrogarci profondamente sulle dinamiche che regolano il sistema scolastico e la crescita personale, spronandoci a una rivalutazione critica e a un impegno attivo verso la meritocrazia e l’indipendenza.

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