Crepet attacca i genitori: “Miliardi di sì ai figli, non c’è un no, non c’è un 4, nemmeno una bocciatura. Una generazione senza speranza”

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Una tragedia ha scosso l’Italia: una sfida estrema tra YouTubers a bordo di una Lamborghini ha causato un incidente mortale.

La vittima, un bimbo di soli 5 anni, viaggiava con la famiglia a bordo di una Smart. Ora, l’Italia si interroga: quanto ha inciso la sfida “50 ore sulla Lamborghini”, proposta dagli YouTubers a bordo della Supercar, sulla dinamica del drammatico scontro?

Al di là della dinamica, ci si chiede perché 600mila persone siano abbonate al canale di questi ragazzi, che continuano a proporre sfide sempre più rischiose. Questo fenomeno, purtroppo, non è nuovo tra i più giovani. Lo psichiatra Paolo Crepet, autorevole voce su questi argomenti, ha le idee chiare: più che preoccuparsi dei protagonisti di queste sfide, dovremmo preoccuparci dei loro seguaci, il cui numero potrebbe essere destinato a crescere ancora, afferma in un’intervista a Radio Radio.

Crepet sottolinea una verità scomoda: da decenni droghe come la cocaina sono sempre più accessibili a giovani di ogni età, e non dobbiamo sorprenderci se la cultura delle sfide estreme trova terreno fertile tra loro. A pochi passi da luoghi di spaccio noti, come quello nel centro di Roma, i giovani sono continuamente esposti a situazioni di rischio e trasgressione.

In seguito all’incidente, è prevedibile una condanna sui social nei confronti dei YouTubers coinvolti. Tuttavia, come osserva Crepet, questi ragazzi, idolatrati ieri e crocifissi oggi, saranno probabilmente idolatrati di nuovo domani. In una società che non dice mai di no, che non reprime ma anzi incoraggia la trasgressione, ci si deve aspettare il proliferare di comportamenti estremi. Questo incidente dovrebbe spingerci a riflettere sulle implicazioni di queste sfide, veri e propri atti di impotenza che troppo spesso si traducono in tragedie.

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