Crepet: “A scuola si tolgono i voti, abbiamo messo la gommapiuma su tutti gli spigoli, creato un mondo senza cerotti”

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L’analisi dello psichiatra Paolo Crepet sul concetto di “figliocrazia” apre nuove riflessioni sull’educazione contemporanea.

Durante un incontro organizzato dal Pontificio Istituto Giovanni Paolo II, Crepet ha espresso il proprio pensiero sulla crescente tendenza a privilegiare i desideri e i bisogni dei figli, a discapito di una formazione più equilibrata e resiliente. “Oggi parliamo di patriarcato e tutti si vergognano di dire che invece c’è una figliocrazia”, spiega Crepet, mettendo in luce un’inversione di ruoli tra genitori e figli.

Crepet evidenzia come la generazione che un tempo si ribellò ai propri genitori sia ora caduta in una sorta di sottomissione verso i propri figli: “Ed è davvero strana la generazione che ha contestato i propri genitori per diventare schiava dei figli”. Questo fenomeno non solo cambia la dinamica familiare ma ha anche profonde ripercussioni sullo sviluppo emotivo e sociale dei giovani.

Uno degli aspetti più critici sollevati da Crepet è la tendenza a proteggere eccessivamente i giovani dalle difficoltà, impedendo loro di sperimentare la frustrazione e la sconfitta: “Non far mancare nulla a un ragazzo significa creare una generazione di fragili che a vent’anni non sanno che cosa sia la frustrazione e la sconfitta”. L’esperto sottolinea come questo approccio porti a una generazione non preparata ad affrontare le sfide della vita.

Crepet prosegue, delineando una società iperprotettiva dove si cerca di evitare qualsiasi forma di disagio o dolore: “Siamo arrivati all’idea di togliere i voti, abbiamo messo la gommapiuma su tutti gli spigoli, creato un mondo senza cerotti”. Tale tendenza non solo limita la crescita personale dei giovani ma li espone a un maggiore rischio di non saper gestire le situazioni avverse.

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