Covid-19: come comportarsi dinanzi a casi sospetti a scuola

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Dalle ultime dichiarazioni del Presidente Conte e della ministra dell’istruzione Azzolina, sembrerebbe che il Covid 19 abbia attecchito lievemente il mondo della scuola, questo è quanto riportato fino ad oggi dai dati raccolti con la collaborazione dei dirigenti scolastici.

Infatti la circolare del Ministero del Ministero dell’Istruzione del 25/09/2020 avente come oggetto:” COVID-19/attivazione nuovo applicativo SIDI per la rilevazione della situazione epidemiologica nelle scuole”, ha predisposto una nuova funzione per la rilevazione settimanale dei dati relativi ad eventuali contagi ed alle conseguenti misure preventive ed organizzative adottate da ciascuna Istituzione scolastica. I dirigenti scolastici dovranno compilare i dati richiesti, provvedendo al loro aggiornamento settimanale (ogni lunedì) anche nei casi in cui la situazione nella singola scuola dovesse risultare invariata da una settimana all’altra.

Nonostante i continui Dpcm emanati e tutte le indicazioni date dal CTS, “la storia infinita” messa in scena dal “nemico invisibile” sembra originare tanta confusione e destabilizzazione nei comportamenti da adottare a scuola, soprattutto nel caso di alunni o personale con sintomi e di coloro che invece sono stati a contatto, come compagni di classe o docenti.

Il punto di partenza sono le indicazioni date nel rapporto ISS Covid-19 n.58 2020 dello scorso agosto, per gestire i casi di alunni con segni e sintomi di SARS-CoV-2 , da qui sono poi partite le Linee guida delle Regioni che presentano delle varianti in riferimento ad esempio a dove recarsi per effettuare il tampone e persino a come giustificare in caso di assenze dovute a motivi personali o malattia che non sia il coronavirus.

In tutte le istituzioni scolastiche è stata introdotta la figura del referente Covid, prevista dal Rapporto dell’Istituto Superiore di sanità del 21 agosto scorso che si pone come un intermediario con il Dipartimento di prevenzione presso la Asl territoriale di riferimento ma ha anche il ruolo di promuovere azioni di informazione e sensibilizzazione rivolte a personale e famiglie sull’importanza di individuare precocemente segni e sintomi e comunicarli tempestivamente, ricevere comunicazioni e segnalazioni su eventuali contatti stretti tra alunni o personale scolastico e casi confermati Covid e trasmetterle alla Asl competente, concertare in collaborazione con i pediatri di libera scelta e i medici di base strategie per tutelare gli studenti fragili.

Vediamo quali linee di guida hanno adottato alcune regioni, che non si differenziano molto dalle altre sul territorio nazionale, in riferimento al triage adottato nei casi covid nelle scuole, se non il modo in cui si organizza l’effettuazione del tampone o l’ammissibilità al rientro a scuola.

Lombardia

Per identificare quanto più precocemente possibile i casi di COVID-19 nella collettività scolastica è stato attivato un percorso facilitato con punti tampone a libero accesso, in modalità drive through, ai quali presentarsi con autocertificazione senza prenotazione, attivi dal lunedì al sabato, nelle sedi e negli orari stabiliti.

Se i sintomi insorgono a scuola, il minore viene affidato al genitore, che, in raccordo con il Pediatra di Libera Scelta (PLS) o il Medico di Medicina Generale (MMG), accompagna il figlio al punto tampone con modulo di autocertificazione sul quale la scuola deve aver preventivamente apposto il proprio timbro di riconoscimento. Le scuole rendono tali moduli disponibili ai genitori.
Se i sintomi insorgono a scuola e lo studente è maggiorenne, lo stesso, in raccordo con il suo Medico di Medicina Generale (MMG), può presentarsi individualmente al punto tampone con modulo di autocertificazione sul quale la scuola deve aver preventivamente apposto il proprio timbro di riconoscimento.

Personale scolastico
Sia che i sintomi insorgano a scuola o a domicilio, la persona contatta nel più breve tempo possibile il proprio MMG. In caso di indicazione del medico (anche telefonica) di sottoporsi a tampone, la persona si reca al punto tampone con modulo di autocertificazione

Cosa fare in attesa del tampone?

Coloro che eseguono il tampone in quanto casi sospetti sono tenuti a rispettare l’isolamento in attesa del referto.
I contatti stretti (familiari conviventi, compagni di classe o altri contatti stretti) di caso sospetto legato all’ambito scolastico venuti a contatto nelle 48 ore precedenti, non sono tenuti all’isolamento domiciliare fiduciario.

È comunque fortemente raccomandato un atteggiamento prudenziale in particolare per i contatti stretti continuativi (ad esempio i genitori): utilizzo delle mascherine in ogni situazione, evitare ove possibile o comunque ridurre i momenti di socialità e l’utilizzo di mezzi pubblici.

In caso di positività, il soggetto dovrà rimanere in quarantena per almeno 14 giorni fino a quando un doppio tampone effettuato a distanza di 24/48 ore darà esito negativo. Per quanto riguarda i genitori o altri familiari, secondo le linee guida della Regione Lombardia “l’isolamento domiciliare fiduciario dei contatti stretti” potrà essere disposto “unicamente a seguito di segnalazione di caso accertato Covid-19”. In questo caso scatterà dunque la quarantena per i contatti stretti, in cui rientrano i genitori. A scuola si potrà rientrare solo dopo che lo studente con sintomi avrà avuto l’esito negativo del tampone. Una persona positiva invece potrà tornare dopo la completa guarigione dal Covid-19 e dopo che il doppio tampone risulti negativo

Il personale scolastico che abbia osservato le norme di distanziamento interpersonale, igienizzazione frequente delle mani e l’utilizzo della mascherina chirurgica non è da considerarsi contatto di caso a meno di differenti valutazioni in relazione ad effettive durata e tipologia dell’esposizione.

Rientro in classe

In caso di test diagnostico per SARS-CoV-2 con esito positivo, il Pediatra di Libera Scelta (PLS) o Medico di Medicina Generale (MMG), dopo la conferma di avvenuta guarigione (con l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro risultati negativi), predispone l’attestazione di nulla osta all’ingresso o al rientro in comunità.

Piemonte

Nel caso in cui l’alunno dovesse essere presente a scuola ed avere dei sintomi rapportati al Covid, verrà immediatamente avvisata la famiglia. I casi sospetti, una volta rincasati dovranno contattare il proprio medico curante, che valuterà l’eventuale prescrizione del test diagnostico e lo comunicherà al Dipartimento di prevenzione della Asl che, a sua volta, provvederà all’esecuzione del test. Nel caso in cui i genitori del ragazzo con sintomi non riescano a contattare il medico curante potranno rivolgersi a uno degli hotspot allestiti dalla Regione, facendo presente la circostanza e chiedendo di poter valutare il test diagnostico.

Lo studente che risulterà positivo sarà posto in quarantena e il Sisp (Servizio di Igiene e Sanità Pubblica) in collaborazione con il referente Covid scolastico, avvierà il contact tracing e disporrà l’isolamento fiduciario o la quarantena dei contatti stretti nelle 48 ore precedenti e la procedura di tampone. La scuola avvierà parallelamente le attività di sanificazione straordinaria degli ambienti

Rientro a scuola
Nel caso in cui il tampone sia positivo sarà necessario attendere la certificazione della guarigione clinica con doppio test virologico negativo e l’attestazione del proprio medico.

Nel caso in cui il tampone del caso sospetto sia negativo sarà necessario attendere a casa la guarigione clinica seguendo le indicazioni del proprio medico, che alla fine consegnerà l’attestazione di esito negativo del tampone.
Nel caso di assenze da scuola per condizioni cliniche non sospette di Covid-19, per la riammissione a scuola sarà necessaria l’autocertificazione della guarigione da parte della famiglia.

Lazio

L’operatore scolastico che viene a conoscenza di un alunno sintomatico deve avvisare il referente scolastico per COVID-19, attuate tutte le procedure di accoglienza e isolamento dell’alunno, verrà fatta comunicazione ai genitori/tutore legale che avvisano e attivano il PLS/MMG. L’équipe AntiCovid-19 valuta con il PLS/MMG (avvisato dai genitori), con il referente scolastico Covid-19 e con i genitori/tutore legale, l’indicazione e la modalità di esecuzione del test diagnostico (passaggio al drive-in prima del rientro a domicilio, test in sede scolastica o in relazione all’urgenza del quadro clinico, valutazione in PS con ARES 118). Se viene posta indicazione al test diagnostico questo deve essere effettuato il più rapidamente possibile. Qualora l’équipe AntiCovid-19 non fosse in grado di garantire un intervento in sede scolastica nei tempi coerenti con lo scenario a causa dell’elevato numero di richieste, per la valutazione congiunta può essere utilizzata la piattaforma “salute digitale” secondo le modalità descritte nella Determina Commissario ad acta U00103 del 22 luglio 2020, previo consenso dei genitori.

Dopo che la persona sintomatica è uscita dalla stanza di isolamento il referente scolastico per COVID-19 dispone la pulizia e la disinfezione delle superfici della stanza o area di isolamento e ne verifica l’effettiva esecuzione da parte del personale preposto.

Qualora il caso sospetto venga confermato come caso COVID-19, la scuola provvede a far effettuare un più ampio intervento di sanificazione negli ambienti della struttura scolastica in cui il caso ha o avrebbe potuto transitare o sostare.

L’alunno o l’operatore scolastico sottoposto a test diagnostico per COVID-19 deve restare in isolamento fiduciario fino all’esito del test mantenendo le misure precauzionali prescritte.
Se il test diagnostico è negativo, ma a giudizio del pediatra o medico curante non si esclude il sospetto di COVID-19, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. La persona deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test.

Nel caso di esito positivo la scuola attuerà l’indagine epidemiologica volta a rintracciare tutti coloro con i quali il caso confermato di COVID-19 ha avuto stretti contatti (contact tracing) durante il periodo in cui potrebbe essere stato contagioso, cioè gli eventuali casi secondari (48 ore prima dell’esordio sintomi o della raccolta del campione per gli asintomatici fino a isolamento del caso).

Per i contati stretti posti in isolamento un eventuale test diagnostico per COVID-19 negativo non riduce la durata dell’isolamento (14 gg dall’ultima esposizione). Diversamente qualora un alunno o un operatore scolastico risultasse contatto stretto di un contatto stretto (ovvero nessun contatto diretto con il caso), non vi è alcuna precauzione da prendere a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici disposti dal SISP e che quest’ultimo abbia accertato una possibile esposizione.

Campania

“In caso di positività al Coronavirus di uno studente, un insegnante o di un collaboratore scolastico, la scuola non va chiusa per sanificazione, ma solo l’aula e i locali nei quali ha soggiornato il positivo. In caso di positività di un alunno scatta automaticamente la quarantena a casa per tutti i suoi compagni di classe, con obbligo di tampone entro 6 giorni, ma non per i professori se questi hanno sempre indossato la mascherina e hanno mantenuto la distanza”.

Ricordiamo che gli operatori scolastici e gli alunni hanno una priorità nell’esecuzione dei test diagnostici.

Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione secondo i criteri vigenti. Attualmente le indicazioni scientifiche prevedono l’effettuazione di due tamponi (test di biologia molecolare) a distanza di 24 ore l’uno dall’altro con un contestuale doppio negativo, cui potrà conseguire la conclusione dell’isolamento e l’inserimento in comunità. L’alunno/operatore scolastico rientrerà a scuola con attestazione di avvenuta guarigione e nulla osta all’ingresso o rientro in comunità. Se il test diagnostico è negativo, in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, secondo sua precisa valutazione medica, il pediatra o il medico curante, valuta il percorso clinico/diagnostico più appropriato (eventuale ripetizione del test) e comunque l’opportunità dell’ingresso a scuola. In caso di diagnosi di patologia diversa da COVID-19, la persona rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del PLS/MMG.

La documentazione medica che consente il rientro alle lezioni può essere di due tipi:
ATTESTATO: che è il documento che il PLS/MMG rilascia per dichiarare una condizione clinica nota senza necessità di visita medica contestuale, ciò avviene nel caso di sussistenza di patologie croniche e, nel caso di specie, per confermare la negatività al virus SARS-CoV2 verificata a completamento del percorso di garanzia e di tracciamento previsto.
– CERTIFICAZIONE: che è il documento che il PLS/MMG rilascia per attestare una condizione clinica dopo opportuna e necessaria visita medica contestuale, in assenza di sintomi da Covid-19 e/o dopo garanzia di negatività allo stesso. Occorre per il rientro a scuola per assenza per malattia non riconducibile al virus. In caso di assenze scolastiche per motivi diversi da quelli di salute (familiari, personali, ecc.), anche superiori a 5 giorni, non è prevista la presentazione di certificato medico al rientro, ma sarà sufficiente un’autodichiarazione dei genitori/tutori (art. 47 DPR 445/2000).

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