Covid, vertice Governo-Regioni: si decide sulle misure per Natale

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E’ iniziato in mattinata il Vertice Governo-Regioni per arrivare ad una decisione sulle misure restrittive previste per il periodo natalizio.

Convocata dal Ministro Boccia, partecipano alla riunione in videoconferenza anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario straordinario all’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

Bisogna inasprire le misure e aumentare i controlli secondo le indicazioni contenute nel Dpcm del 3 dicembre, modulandole come si ritiene opportuno”. Ecco le principali indicazioni che del Comitato Tecnico Scientifico  al termine della seconda riunione fiume di oggi, che ha sostanzialmente confermato la necessità di potenziare il dispositivo di controllo degli assembramenti nelle piazze, strade e vie dello shopping in questi giorni che precedono il Natale.

“È stata una riunione difficile e intensa in cui si sono espressi tutti i componenti del Comitato, come sempre accade nei nostri incontri. Alla fine abbiamo raggiunto un punto d’incontro e condiviso all’unanimità la necessità di inasprire le misure di contenimento del contagio. Al ministro Roberto Speranza e al governo abbiamo quindi suggerito di considerare quanto previsto dalla normativa già in vigore”. Lo ha detto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Agostino Miozzo.

Il Cts è pertanto orientato a un “maggiore rigore per il periodo delle festività natalizie, con più controlli, divieto assoluto di assembramenti e precauzioni massime ovunque”.

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Le ipotesi di restrizioni sul tavolo restano due, che verranno valutate anche con le Regioni: una più soft e l’altra più rigida. Quest’ultima prevede il passaggio di tutta Italia in zona rossa nei festivi e prefestivi, quindi 24-25-26 dicembre31 dicembre e primo gennaio5 e 6 gennaio.

A portare avanti tale linea sarebbero i ministri Dario Franceschini, Francesco Boccia e Roberto Speranza.

La linea più morbida è invece quella di non decretare necessariamente una ‘zona rossa’ per l’Italia intera ma solo nei territori maggiormente esposti. Le prossime ore saranno decisive.

Anche la scuola, guarda con molto interesse l’evoluzione delle scelte del Governo e l’andamento dell’epidemia: non sembra più così scontato che il 7 gennaio si possa rientrare a scuola in presenza alle superiori quantomeno.

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