Covid, verso le nuove misure: solo zone rosse e arancioni per tutto il mese di aprile ma scuole aperte fino alla prima media. Le ipotesi

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Le misure attualmente in vigore scadono il 6 aprile, ma il governo già pensa al provvedimento che dovrà traghettare il Paese dopo la festività del 1 maggio. 

La cabina di regia sulle nuove misure anti-Covid tra il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza, che avrebbe dovuto tenersi alle 16, è stata anticipata a mezzogiorno.

Su questo, come abbia già spiegato in precedenza, ci sarebbe un confronto molto animato fra le varie anime del governo: ed ecco che da una parte Lega e Forza Italia spingono per un progressivo allentamento e la conseguente reintroduzione della zona gialla ma dall’altra parte ci sono le altre forze politiche, guidate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che vogliono mantenere solo la zona rossa e zona arancione per tutto il mese di aprile con l’unica eccezione per le scuole: si ritornerà, se le condizioni lo consentiranno, in presenza anche nelle zone rosse fino alla prima media.

E anche nel corso del monitoraggio del Cts delle ore 14 si parlerà di scuola e dell’ipotesi di una eventuale riapertura dopo Pasqua.

Misure scuola zona rossa: cosa succede oggi

In questa zona sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia (nidi e micronidi, sezioni primavera e servizi integrativi quali spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare comunque denominati e gestiti).

Inoltre, le attività scolastiche e didattiche delle scuole di ogni ordine e grado (materne, elementari, medie, superiori, istituti tecnici etc.) si svolgono esclusivamente con modalità a distanza. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Così come in presenza sono garantite le attività di laboratorio.

Resta l’obbligo della mascherina dai sei anni in su.

Misure scuola zona arancione: cosa succede oggi

In questa zona, attualmente, l’attività dei servizi educativi per l’infanzia (asili nido), delle scuole dell’infanzia (ex scuola materna) e per il primo ciclo di istruzione (ex scuole elementari e medie) continua a svolgersi integralmente in presenza.

Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado (licei e istituti professionali) adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che almeno al 50 per cento e fino a un massimo del 75 per cento degli studenti sia garantita l’attività didattica in presenza. La restante parte degli studenti partecipa alla didattica a distanza. Resta sempre garantita la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata.

I Presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica e degli asili nido:
– nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
– nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
– nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

Resta l’obbligo della mascherina dai sei anni in su.

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