Covid, “mai più mascherine e lockdown, sì alla ventilazione meccanica”. Le linee guida per le scuole sono però state bocciate dalle Regioni

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“Niente paura, nessun allarme, stop catastrofismi. Abbiamo una grande immunità ibrida nel Paese che ha sempre dato prova di maturità. Cosa abbiamo davanti a noi? La razionalità ci dice ottimismo ma ottimismo della volontà che significa che il ‘sistema Paese’ deve agire in maniera sincrona”: lo scrive su Facebook il direttore dello Spallanzani, Francesco Vaia.

La politica, il nuovo governo ci ascolti e prepari un intervento massiccio di ventilazione meccanica nei luoghi della socialità. Mai più tornare indietro! Mai più mascherine! Mai più lockdown!” aggiunge.

Un auspicio espresso anche dagli utenti di Orizzonte Scuola rispondendo a un sondaggio: il 67,55% ha detto no alle mascherine in classe, neppure in caso di nuova ondata del Covid.

A scuola stop obbligo mascherine (per ora)

Dal 1° settembre a scuola non è più obbligatorio l’utilizzo della mascherina: chi vuole può comunque indossarla.

Diverso il caso di bambini e studenti con sintomi respiratori di lieve entità ed in buone condizioni generali che non presentano febbre: in queste circostanze il vademecum inviato alle scuole indica la necessità di indossare mascherina chirurgica o FFP2 fino a risoluzione dei sintomi ed avendo cura dell’igiene delle mani e dell’osservanza dell’etichetta respiratoria.

Devono altresì indossare la FFP2 il personale scolastico a rischio e alunni a rischio (I e II ciclo).
C’è poi il caso dei contatti stretti e l’autosorveglianza. Nel vademecum il MI ricorda che si applicano le regole della circolare del ministero della Salute del 30 marzo 2022.

Il quadro delle disposizioni potrebbe cambiare in caso di nuova ondata Covid. Così ha precisato il Ministero: “nell’eventualità di specifiche esigenze di sanità pubblica sono previste le ulteriori misure, che potrebbero essere implementate, singole o associate, su disposizione delle autorità sanitarie per il contenimento della circolazione virale e la protezione dei lavoratori, della popolazione scolastica e delle relative famiglie qualora le condizioni epidemiologiche peggiorino”. 

Ventilazione meccanica ancora in alto mare

Ancora dibattuto e non risolto il punto sulla ventilazione meccanica nelle scuole, auspicata da Vaia.

Con DPCM del 26 luglio sono state diffuse le linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici.

Le linee guida prevedono che il dirigente scolastico richiede alle Autorità competenti (Dipartimenti di prevenzione delle ASL e ARPA) di effettuare le attività preliminari di monitoraggio della qualità dell’aria e di individuazione delle soluzioni più efficaci da adottare in conformità alle presenti linee guida.
Sulla base degli esiti dell’attività il ds richiede all’ente proprietario dell’edificio di attivarsi per porre in essere gli interventi necessari.

Sulle linee guida è arrivata la bocciatura delle Regioni, che hanno definito il provvedimento inapplicabile e insostenibile. Le Regioni “hanno valutato impraticabile l’effettiva applicazione concreta delle Linee guida, con riguardo agli aspetti organizzativi che a quelli economici, oltre che ad una ravvisata illegittimità giuridica del provvedimento. Le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, ritengono che allo stato attuale non vi siano le condizioni per assicurare il rispetto di quanto previsto dal DPCM”.

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