Covid, Sicilia e Sardegna a rischio zona gialla: ecco cosa significa

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Il tema dei colori delle regioni rischia di tornare prepotentemente alla ribalta. Perché è vero che l’Italia è tutta in zona bianca, ma è anche vero che a causa della maggiore trasmissibilità della nuova variante, i contagi stanno correndo ormai da giorni.

Prima del decreto legge del 23 luglio – che ha aggiornato i criteri per il passaggio di fascia di rischio -, a decidere il “declassamento” era l’incidenza dei contagi settimanali su 100mila abitanti e la soglia per passare da bianca a gialla era di 50 casi su 100mila abitanti.

Se la situazione fosse rimasta questa, sarebbero in zona gialla (dove vige per esempio l’obbligo di mascherina all’aperto) 8 regioni e province autonome: Emilia-Romagna (71,5), Lazio (87,5), Liguria (53,6), Sardegna (136,2), Sicilia (80,9), Toscana (94,5), Umbria (81,6) e Veneto (81).

L’ultimo decreto del Governo ha stabilito che si passa in zona gialla con un’incidenza di nuovi casi settimanali pari o superiore a 50 per 100mila abitanti (e inferiore a 150), ma con una percentuale di ricoverati in area medica superiore al 15% oppure in terapia intensiva superiore al 10%.

Covid, Sicilia e Sardegna a rischio giallo

Sicilia e Sardegna sono per ora le regioni che vedono il giallo più da vicino, complice anche la stagione estiva che ha portato sulle isole migliaia di turisti. Anche Lazio e Veneto sono considerate dal ministero della Salute come “ad alta probabilità di proressione della classificazione del rischio”.

Il coprifuoco è abolito anche in zona gialla, quindi non c’è un limite orario per ritirarsi a casa, Ma viene reintrodotto l’obbligo di mascherina anche all’aperto, mentre in zona bianca è obbligatoria solo al chiuso e in caso di assembramento. Al ristorante si potrà consumare solo fino alle 18 al chiuso, mentre all’aperto si potrà anche cenare. Questa regola non vale per gli alberghi: i clienti potranno cenare anche al chiuso.

Per quanto riguarda il Green pass è obbligatorio per le alcune attività al chiuso: ristoranti e bar per il consumo al tavolo; spettacoli; eventi, congressi e fiere; piscine, palestre, centri benessere; centri termali, parchi tematici e di divertimento; sale gioco, sale scommesse, casinò e concorsi pubblici.

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