Covid, Sebastiani (CNR): “Con saldi e riapertura delle scuole, entro un mese diverse regioni in zona rossa”

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Giovanni Sebastiani, matematico dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo Mauro Picone del Consiglio nazionale per le ricerche (Cnr), al Fatto Quotidiano, parla del possibile impatto che avranno la riapertura delle scuole sull’innalzamento dei contagi.

“La curva della percentuale media dei positivi ai test molecolari ora è in un punto di massimo, dovremmo scendere nelle prossime due settimane. Siamo al 25%, quindi ogni quattro test molecolari fatti uno è positivo. Il numero dei positivi è influenzato tantissimo dal numero dei test, ecco perché è bene considerare la percentuale. Inoltre i test rapidi sono meno sensibili e, per via del tipo di soggetti a cui sono fatti, hanno un tasso di positività più basso dei molecolari e quindi è bene non includerli nel calcolo. Mi aspetto che dopo la percentuale risalga, soprattutto per via dell’inizio delle scuole. Da cinque giorni c’è un altro fenomeno che potrebbe cambiare questo trend di discesa, i saldi, e tra 5/10 giorni potremo vedere quali saranno gli effetti. Sono abbastanza certo del contributo significativo che darà il rientro in classe. I ricoveri infine sono la cosa più facile da prevedere perché di norma seguono, con ritardo, la curva dell’incidenza dei positivi.

Poi aggiunge: “Prima della vaccinazione la scuola in presenza aumentava l’indice Rt del 25%, lo stop lo riduceva del 38%: con la vaccinazione il quadro cambia. Bisogna però tener presente che la copertura vaccinale della fascia 12-19 anni è ora in Italia circa del 76%, mentre quella dei più piccoli è del 6% circa. È difficile quantificare. Mi aspetto comunque un sostanziale impulso tenendo presente anche la diffusione di Omicron”.

“La vaccinazione riduce alla metà la probabilità di infettarsi, rispetto a una persona non vaccinata, indipendentemente da vaccinazione incompleta, o dopo quattro mesi, e di quattro volte con la terza dose. Una sola dose riduce di quattro volte la probabilità di ospedalizzazione e due dosi la riducono di tredici volte, torniamo a quattro volte dopo quattro mesi e andiamo a quindici volte con la terza dose”.

“Con una dose, la riduzione è nove volte per i ricoveri in terapia intensiva, 30 volte con due dosi, ritorniamo a nove volte dopo quattro 4 mesi e a 30 volte con la terza dose. Per i decessi, c’è una riduzione di un fattore 3 con una dose, passiamo a 20 volte con due dosi, torniamo a 3 volte dopo quattro mesi per poi tornare a 20 volte con la terza dose. Noi abbiamo il 76% di copertura vaccinale nella fascia 12-19 anni, ma in maggioranza sono state somministrate due dosi”.

Poi spiega: “Tra dieci, quattordici giorni vedremo gli effetti del nuovo impulso dell’epidemia sull’incidenza, potrebbe essere una situazione problematica anche in relazione agli spostamenti delle persone. Compresi i parlamentari che dovranno votare. Sapere quanti sono stati colpiti dal virus, quanti sono vaccinati e con quante dosi ci permetterebbe di dare una stima sensata delle chance che le procedure possano essere effettuate nei modi richiesti senza notevoli allungamenti dei tempi.

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