Covid scuola, uso delle mascherine è obbligatorio solo in posizione dinamica? FAQ

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L’uso della mascherina in classe è obbligatorio solo in posizione dinamica? L’USR Veneto, con un’apposita FAQ pubblicate tra i primi di ottobre e la fine di novembre, specifica sull’argomento. Le indicazioni sono valide per l’intero territoriale nazionale trattandosi di disposizioni governative o ministeriali, ma è necessario, comunque, considerare le singole realtà locali (presidenti di Regione o sindaci possono intervenire con proprie ordinanze a modificare la situazione).

“L’uso delle mascherine è obbligatorio sia in posizione dinamica, sia in posizione statica”, specifica l’ufficio regionale scolastico del Veneto.

“L’art. 1, comma 2, lettera a) del decreto legge n. 111/2021 prevede l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per:

– bambini di età inferiore a sei anni;

– soggetti con patologie o disabilità incompatibili con il loro uso;

– svolgimento delle attività sportive”.

“È fatto obbligo di indossare la mascherina (per ora fino al 31 dicembre 2021, termine dello stato d’emergenza) tanto agli operatori scolastici quanto agli allievi”, si legge ancora.

“Tale obbligo vige sia nel caso in cui sia possibile attuare il distanziamento raccomandato alla lettera b) dello stesso articolo, sia nel caso in cui ciò non sia possibile. A prescindere dalla situazione epidemiologica, per gli allievi dalla scuola Primaria in su (anche se non hanno ancora compiuto i 6 anni) il dispositivo di protezione respiratoria previsto è la mascherina di tipo chirurgico. Anche per il personale scolastico si conferma l’utilizzo delle sole mascherine chirurgiche, salvo diversamente stabilito dalla valutazione dei rischi ed indicato nel relativo DVR”, si legge ancora.

È confermato l’esonero dall’utilizzo della mascherina per i bambini della scuola dell’Infanzia (anche se hanno già compiuto i 6 anni) e per le persone (allievi e operatori scolastici) che, per patologie certificate, non le possono indossare continuativamente.

“Allo stato attuale, all’esterno non è obbligatorio indossare la mascherina, salvo nei casi in cui risulti impossibile evitare assembramenti (ad es. aree esterne di attesa prima dell’ingresso a scuola)”, si legge ancora.

In questo caso, è bene precisarlo, possono intervenire modifiche regionali o locali che possono predisporre l’uso obbligatorio della mascherina all’esterno (come nel caso della Sicilia).

“La legge n.33 del 24 settembre 2021 di conversione del DL 111 del 6 agosto 2021, prevede l’uso di mascherine più performanti (FFP2 o FFP3), sulla base della valutazione del rischio, per il personale preposto alle attività scolastiche e didattiche nei servizi educativi per l’infanzia, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole di ogni ordine e grado dove siano presenti bambini e alunni esonerati dall’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie”, si legge ancora

“La norma raccomanda il rispetto di una distanza interpersonale minima di un metro, qualora le condizioni strutturali-logistiche lo consentano. L’importanza del distanziamento interpersonale quale misura prioritaria rispetto al rischio di diffusione del contagio è sottolineata in numerosi riferimenti tecnici e normativi”, specifica.

Nell’ estratto del verbale n. 34 del 12 luglio 2021, il CTS specifica che “laddove non sia possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione”.

“Tale misura è richiamata dal Piano Scuola 2021-22, assumendo il valore di almeno due metri in occasione di attività motorie svolte (all’aperto o al chiuso purché in locali adeguatamente aerati) da studenti necessariamente esonerati dall’uso della mascherina (L.133/2021, all’art. 1, c.2, lettera a) e tra docente alla cattedra e alunno più vicino (come ribadito dal Protocollo d’intesa 2021-2022), in quest’ultimo caso alla luce del fatto che l’insegnante, essendo a contatto con differenti gruppi classe, risulterebbe esposto ad un rischio di contagio maggiore”, si legge ancora.

“Qualora le condizioni strutturali e logistiche lo consentano, l’aumento della distanza minima interpersonale (pari a un metro), in presenza di alunni esonerati dall’uso della mascherina chirurgica dal proprio Pediatra di libera scelta o dal proprio medico di Medicina Generale che svolge il ruolo di medico curante, è una misura possibile che garantirebbe una maggiore tutela del soggetto interessato e di coloro che lo circondano, dotati di mascherine chirurgiche che, sebbene a norma, non offrono una protezione analoga a quella di mascherine più performanti (come le FFP2 o FFP3)”, conclude l’USR Veneto.

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