Covid scuola, “mini quarantena” per docenti e studenti vaccinati: l’idea del sottosegretario Sasso

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Completato il ritorno in classe per gli studenti, l’obiettivo del governo è la gestione dell’emergenza con l’insorgenza dei primi casi Covid tra alunni e docenti. 

Per evitare il ritorno della Dad a scuola serve “una massiccia attività di tracciamento” e “puntare sui test salivari per scoprire i positivi asintomatici e fermare i contagi. Vorrei un parere scientifico sulla possibilità di accorciare la durata della quarantena, almeno per i vaccinati: credo che si possa far tornare tutti a scuola in meno di 7 giorni”.

Così Rossano Sasso, sottosegretario leghista all’Istruzione, in una intervista a La Stampa. “Se in 3 o 4
giorni si riesce a sottoporre tutti allo screening e risultano tutti negativi, non vedo perché non farli tornare in presenza”, spiega Sasso, per il quale “potenziare il tracciamento è l’arma principale per evitare quarantene e conseguente ricorso alla didattica a distanza”.

Per il sottosegretario lo screening con 110 mila studenti sottoposti a test salivare ogni mese, “non è sufficiente: bisogna aumentare notevolmente, a mio avviso ne servono almeno 500 mila ogni due settimane, un milione di studenti controllati al mese. Solo con uno screening a tappeto si riesce a intercettare tempestivamente i positivi e a spegnere i focolai”.

“Non è il momento” per togliere le mascherine in classe anche se tutti sono vaccinati, prosegue il deputato della Lega, mentre le scuole potrebbero “lavorare sulla prevenzione, dotando le classi di impianti di areazione e ventilazione per il ricambio costante dell’aria. Ai genitori dico di far vaccinare i propri figli, dai 12 anni in su, e di farli sottoporre al test salivare, non appena sarà disponibile”, conclude Sasso.

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