Covid scuola, in Sicilia scontro sui dati pubblicati dall’Usr. Sindacati, “Incompleti”, Lagalla: contagio non è in aula

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L’Usr per la Sicilia pubblica settimanalmente i dati relativi ai contagi degli alunni delle scuole del primo ciclo. La nostra redazione, a sua volta, pubblica gli aggiornamenti sui dati regionali e/o provinciali delle scuole siciliane.

I dati aggiornati al 16 dicembre hanno evidenziato un calo dei casi, passati a 1.252. Ma sugli stessi dati è scontro.

Da una parte l’assessore all’Istruzione della Regione Sicilia, Roberto Lagalla, che si mostra ottimista: “Abbiamo campionato tutta la comunità scolastica in presenza. Si tratta di un dato attendibile. Il lavoro di sicurezza, prevenzione ha funzionato. Il contagio non si genera a scuola altrimenti avremmo dati negati. I contagi segnalati sono d’importazione esterna. La controprova sarà quella del rientro il 7 gennaio”.

Non sono dello stesso parere i sindacati. “Il dato fornito dall’Usr non può essere preciso ed è variabile a seconda delle comunicazioni dei dirigenti che trasmettono i numeri relativi ad una sola giornata. I presidi mi raccontano di una situazione critica e di un aumento contagi”, afferma Francesca Bellia, segretaria regionale della Cisl Scuola. E poi la segretaria scende alla realtà quotidiana: “Molte famiglie non denunciano la positività dei figli perché mamma e papà sarebbero costretti a restare a casa. Sono famiglie monoreddito, lavorano in nero e non possono permettersi di stare in quarantena”.

Le critiche, invece, arrivano dalle organizzazioni sindacali che non hanno in mano un monitoraggio fatto a casa loro ma hanno il riscontro dei numerosi presidi e insegnanti iscritti. La più dura è :I dati non sono verificabili, variano di giorno in giorno. Il tracciamento non funziona, l’Asl non risponde alle richieste delle scuole”. Bellia solleva anche un’altra questione, in una regione che ha una situazione occupazionale molto critica: In alcune realtà come a Messina dove è stato fatto uno screening in tutte le scuole, non tutte le famiglie hanno portato i figli a fare il tampone”.

In previsione del 7 gennaio la segretaria della Cisl afferma: “Siamo preoccupati. Dovrebbero aumentare mezzi e corse ma si sta pensando a trovare una soluzione tampone”.

Sulla stessa linea Adriano Rizza, segretario regionale della Flc Cgil: “Abbiamo anche noi delle perplessità su questi dati dell’Usr perché sono legati ad un arco temporale ristretto. E’ difficile avere un’idea completa”.

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