Covid, scuola in presenza ma non per tutti. La richiesta del Codacons: “Sia garantita la Dad a scelta delle famiglie”

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La riapertura della scuola fino alla prima media nelle zone rosse ha senza dubbio lanciato un segnale positivo, come sottolineato da molti. Tuttavia, non tutti sarebbero pronti e disposti a far rientrare i propri figli a scuola e dunque bisognerebbe prevedere una possibilità di proseguire con la didattica a distanza per chi ne facesse espressamente richiesta.

Si tratta della posizione del Codacons, già in realtà anticipata nei giorni precedenti, che se da un lato vede positivamente il ritorno a scuola in presenza dall’altro non vuole far dimenticare che alcune situazioni personali potrebbero impedire a molte famiglie di poter mandare i figli in classe.

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Il ritorno sui banchi è una ottima notizia per il nostro paese, ma esistono situazioni in cui le famiglie non si sentono ancora pronte a mandare i propri figli in classe – spiega il presidente del Codacosn Carlo RienziPensiamo a chi ha figli fragili o con patologie particolari, soggetti che possono essere considerati a tutti gli effetti a rischio e per i quali le lezioni in presenza potrebbero rappresentare un potenziale pericolo”.

Per tale motivo e considerata la situazione ancora allarmante dei contagi in Italia, riteniamo indispensabile consentire alle famiglie la possibilità di scegliere tra lezioni in presenza oppure in Dad, potendosi le lezioni svolgere in aula ed essere seguite contemporaneamente online o in classe”.

La scelta della “Dad on demand”, ovvero a scelta delle famiglie, è stata già sperimentate in alcune regioni, la Puglia su tutti, che nei mesi scorsi ha emanato per prima delle ordinanze che lasciava alle famiglie la possibilità di scegliere se far seguire le lezioni a distanza o in presenza.

Ma il Codacons ha anche un’altra richiesta sul tema: “Proprio in considerazione delle situazioni soggettive delle famiglie e delle paure legate al ritorno sui banchi, chiediamo inoltre che le assenze degli studenti che si registreranno dopo la Pasqua e fino alla fine dell’anno scolastico, non siano considerate ai fini del profitto e siano ritenute tutte giustificate” – conclude Rienzi.

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