Covid scuola, il rientro in classe delle superiori resta critico: il matematico Sebastiani insiste

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Il matematico Giovanni Sebastiani, ricercatore presso l’Istituto per le Applicazioni del calcolo “Mauro Picone” del CNR è uno dei primi sostenitori della correlazione dell’aumento dei contagi covid in coincidenza della riapertura delle scuole.

Dal 23 settembre al 10 ottobre c’è stata una incidenza del 16 % della popolazione generale secondo un monitoraggio del Ministero dell’Istruzione“, dice l’esperto su La Stampa.

Il matematico tira in ballo anche uno studio condotto nel Regno Unito tra il primo giugno e il 17 luglio, dove indica un’incidenza di casi positivi fra gli studenti pari a 12 su 100.000, mentre nella popolazione generale il valore era addirittura più alto: 55 su 100.000. Fatto, secondo Sebastiani, probabilmente dovuto allo screening. Il campionamento però “non è casuale e molti casi asintomatici, frequenti tra i giovani, vengono persi“. Un’altra ricerca britannica, condotta fra il 16 e il 25 ottobre, in questo caso con campionamento casuale, indica che la prevalenza di positivi sale dall’1% nella popolazione generale all’1.37% nella fascia di età fra 13 e 24 anni e rimane all’1% nella fascia di età fra zero e 12 anni.

I dati relativi al Piemonte nel periodo del picco della seconda ondata, fra il 9 e il 16 novembre, ad esempio, indicano secondo Sebastiani “un aumento statisticamente significativo della percentuale di positivi tra gli studenti testati di età compresa fra 11 e 19 anni, pari al 42% contro il 35% nella popolazione e al 34% per tutti gli studenti. Si sale al 50% nel personale scolastico testato“, osserva.

Sebastiani tiene a precisare che è importante ragionare in termini di fasce d’età, perchè queste non sono tutte uguali: “La fascia da o-13 anni ha un impatto molto basso sui contagi. Poi non abbiamo il problema dei trasporti affollati in questa fascia“. Quella più critica, pertanto, resta la fascia degli studenti di scuola superiore, dove l’incidenza covid è decisamente più importante.

Infine, il matematico rafforza la sua tesi prendendo due diverse ricerche: su Lancet si dimostra come 28 giorni dopo la riapertura delle scuole, su 131 stati in tutto il mondo, ha visto un incremento del 25 % di contagi covid.

Su Science, invece, la ricerca è stata condotta al contrario: su 41 stati che hanno chiuso la scuola, ha registrato una riduzione della trasmissibilità del virus del 35%.

 

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