Covid scuola, a pagare il tampone zero sono i genitori. L’accusa di una scuola paritaria. Il Moige: “Inaccettabile. E chi non può permetterselo?”

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“Un disastro. Il potenziamento promesso da Figliuolo per noi è nebbia fitta. Ed il test T0 riesce ad essere attivato nei tempi zero stabiliti dal Protocollo solo se pagato dalle famiglie in strutture convenzionate”.

La denuncia arriva da Rocco de Maria, preside del Gesù-Maria, istituto paritario della Capitale che all’Adnkronos riferisce: “L’Asl Rm 1 la settimana scorsa ha ribadito che per essere veloci nel tampone a tempone zero avremmo dovuto utilizzare il drive in di Tor di Quinto. Abbiamo avuto due classi in quarantena ed in entrambi i casi non è stato possibile effettuare il tampone entro le 48 ore come stabilisce la procedura“.

Secondo il Dirigente, “non è cambiato assolutamente nulla” dall’annuncio dell’ampiamento della capacità di processare tamponi molecolari effettuati a domicilio da team mobili militari anche grazieal coinvolgimento di undici laboratori di biologia molecolare della Difesa già presenti in otto Regioni. “Stiamo valutando di effettuare convenzioni con strutture private perché al momento io vedo solo programmi di scuola in presenza e riscontro che a garantirla sono solo gli istituti scolastici e le famiglie“, conclude.

E’ inaccettabile che i genitori debbano pagare il tampone T0 ai figli. E chi non può permetterselo? Le inefficienze della classe dirigente continuano ad essere scaricate su quella genitoriale sfinita dagli aumenti dei costi, dalle complicazioni organizzative ed adesso anche dalla richiesta di tamponi ai ragazzi non vaccinati sui mezzi pubblici“, commenta all’Adnkronos il direttore generale del Moige.

Queste modalità stanno facendo raddoppiare le situazioni di discriminazione e bullismo ed hanno vanificato tutte le politiche di inclusione. Anche di fronte alla sordità di un ministro della salute – conclude Affinita – che ancora non si è mai confrontato con i genitori“, conclude.

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