Covid, Sasso: “C’è ancora tempo per evitare di finire in un vicolo cieco, ma bisogna muoversi”

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Il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, è intervenuto a Sky TG24, per parlare della situazione riguardante la vaccinazione per il personale scolastico e gli studenti. L’esponente della Lega dice no all’obbligo vaccinale.

Poi aggiunge: ”Nel mese di marzo 300 milioni di euro sono stati stanziati nel primo decreto Sostegni, di cui 150 milioni per l’edilizia scolastica e gli altri 150 milioni per la messa in sicurezza lasciando comunque la possibilità di scegliere in che modo alle singole scuole, ad esempio per nuovi impianti di areazione, sanificazione o ventilazione meccanica”.

Il sottosegretario, in una nota, aggiunge: “Il dibattito che si è scatenato nelle ultime ore sulla ripartenza dell’anno scolastico a settembre risente di due elementi fondamentali: la delicatezza del tema, che riguarda milioni di studenti, lavoratori e famiglie che ancora non sanno cosa li aspetta da qui a qualche settimana; l’assenza di una posizione chiara, univoca da parte delle autorità sanitarie del Paese. Chi nell’ultimo anno e mezzo ha di fatto indirizzato gran parte delle scelte politiche sui temi più svariati, adesso, a proposito di una delle questioni che maggiormente condiziona la quotidianità degli italiani, ha scelto improvvisamente di censurarsi e si limita a riproporre le stesse indicazioni di un anno fa. Evidente come questa tattica attendista non possa che provocare gravi pregiudizi al mondo della scuola”.

Poi aggiunge: “Il rischio, senza delle linee guida uniformi e puntuali, è che si proceda ancora una volta in ordine sparso, con una inaccettabile difformità di regole a seconda del territorio di riferimento. L’appello a cui si è unito anche il ministro Bianchi è un vero e proprio grido di allarme: possibile che i fondi stanziati per la messa in sicurezza delle scuole, la validazione dei tamponi salivari, l’accelerazione della campagna vaccinale non siano elementi utili a mutare lo scenario rispetto a settembre 2020? Dopo un anno e mezzo di grandi sacrifici da parte dei cittadini e di sforzi immani delle Istituzioni non è possibile che l’unica strada percorribile sia nuovamente quella della didattica a distanza. Non ci si può limitare a raccomandare l’uso delle mascherine e il mantenimento delle distanze senza un ripensamento complessivo dei protocolli. C’è ancora tempo per evitare di finire in un vicolo cieco, ma bisogna muoversi”.

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