Covid, Sasso: “Chiudere la stagione emergenziale pure per la scuola, dal 1° aprile via quarantene, Dad e mascherine” [INTERVISTA]

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Stop alla stagione emergenziale per la scuola dal 1° aprile. Addio alla Dad per i non vaccinati, le quarantene e le mascherine. Lo chiede, senza mezzi termini, il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, in un’intervista a Orizzonte Scuola. L’esponente della Lega parla a 360° della situazione in ambito scolastico e chiede al Ministero di fare in fretta per riportare la situazione alla normalità.

Sottosegretario Sasso, il 31 marzo scade lo stato di emergenza, lei è d’accordo sul non prorogarlo?

“Tutti gli indicatori suggeriscono che tra qualche settimana la situazione sarà ulteriormente migliorata e che si potrà evitare l’ennesima proroga dello stato di emergenza. La curva pandemica è in evidente flessione e ci sono dati confortanti sia a livello di contagi che di ospedalizzazioni. L’ultima parola, ovviamente, spetterà alle autorità sanitarie, come accaduto sempre negli ultimi due anni. Stavolta, a differenza del passato, la volontà politica dovrà prevalere. Noi della Lega esprimiamo una posizione: avvertiamo una sensibilità molto forte di chiudere la stagione emergenziale e avviarsi sulla strada del ritorno alla normalità. Sarebbe un segnale importante ai cittadini che gli sforzi fatti hanno pagato.

Dal primo aprile dunque propone la fine dello stato di emergenza. Cosa significherebbe per la scuola?

“Il Comitato tecnico scientifico e il ministero della Salute sarebbero chiamati a rivedere i protocolli per la frequenza scolastica e, come ministero dell’Istruzione, potremmo sollecitare una normalizzazione delle attività didattiche per l’ultima parte dell’anno scolastico. Niente più quarantene, niente più discriminazioni tra studenti, niente più impazzimenti per le famiglie. Sarebbe davvero un bel regalo per la nostra comunità, che in questi due anni ha dato una dimostrazione straordinaria di spirito di adattamento e senso di responsabilità”.

Togliere le mascherine ed eliminare la dad per i non vaccinati avrebbero l’appoggio di tutta la maggioranza?

“La maggioranza di questo Governo di unità nazionale è assai composita e possono esserci sensibilità differenti sui vari temi. Qualche misura precauzionale potrebbe rimanere anche con la fine dello stato di emergenza, sempre a tutela degli studenti e dei lavoratori della scuola. Sicuramente come Lega ci spenderemo affinché il ritorno alla normalità sia effettivo per tutti, senza distinzione in base allo stato vaccinale. Il mondo della scuola è inclusivo per definizione e non bisogna far pagare ai ragazzi le scelte fatte dalle famiglie di appartenenza: si rischia di creare fratture insanabili tra gli studenti, cosa che personalmente ritengo inaccettabile”.

Sabato scorso abbiamo pubblicato la storia di una docente che fa lezione con cappotto e sciarpa e le finestre aperte. Una situazione intollerabile, non crede?

“Un buon ricambio d’aria si può avere anche aprendo le finestre ogni tanto, senza stare al freddo e al gelo per ore. Ci vuole buon senso, altrimenti si finisce in ospedale non per il Covid ma per una broncopolmonite. Di sicuro il nostro sistema scolastico sconta un ritardo infrastrutturale grave, che speriamo possa essere almeno in parte colmato grazie ai fondi del Pnrr. Molti dirigenti, però, hanno lavorato già in questi mesi, sfruttando la propria inventiva e gli ingenti fondi messi a disposizione dal ministero dell’Istruzione: in tutta Italia abbiamo avuto mirabili esempi in tal senso”.

Sugli impianti di aerazione la Lega ci punta, ma le scuole non sembrano tutte pronte. Per quale motivo?

“Il Ministero ha stanziato tanti soldi, ma la scelta su come utilizzarli spetta ai singoli dirigenti nel rispetto dell’autonomia scolastica. C’è chi ha puntato, a parer mio giustamente, su impianti di aerazione, dispositivi di ventilazione meccanica e sanificatori e chi ha optato per altre soluzioni. In molti casi, me lo lasci dire, è anche mancato il supporto da parte degli enti locali, che sono i proprietari degli edifici in cui hanno sede le scuole. I dirigenti scolastici in questi due anni hanno fatto di tutto, anche gli operatori sanitari: non possiamo pretendere che si trasformino pure in ingegneri e geometri”.

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