Covid, Rezza: “Vaccino è diritto e dovere. Obbligo per docenti e Ata? Ultima ratio”

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“Non ho alcun pregiudizio nei confronti dell’obbligo vaccinale, ma è chiaro che è l’ultima ratio”. Lo ha detto il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, durante la conferenza stampa sull’analisi dei dati del monitoraggio regionale Covid della Cabina di regia, rispondendo a una domanda sul tema e sulla possibilità di ipotizzare forme di obbligo anche per altre categorie oltre ai sanitari, come per esempio i docenti.

L’introduzione dell’obbligo vaccinale, ha precisato Rezza, “non si fa dall’oggi al domani. Ci vogliono norme e leggi; ci vuole, oltre a una volontà politica condivisa, un’accettazione sociale. E’ un percorso abbastanza lungo”.

Per l’esperto, “va fatto capire che il vaccino è un diritto anzitutto, prima che un dovere. Gli insegnanti è importante che si vaccinino come è importante che vengano vaccinate anche le commesse dei supermercati e coloro che stanno a contatto col pubblico. Ci sono tante categorie esposte e ci si può vaccinare a qualsiasi fascia d’età, una volta messa in sicurezza la parte dei più anziani, anche se rimangono quei 2,5 milioni di over 60 che ancora non si sono vaccinati”.

Insomma, ha concluso Rezza, “bisogna far ricorso a questo strumento il prima possibile. Faccio appello alla responsabilità individuale sia per il vaccino che per le misure di distanziamento sociale, perché c’è diritto a non essere obbligati a fare qualcosa, ma anche un diritto a essere difesi nel momento in cui non si vuole essere contagiati da altri”.

Ritorno in classe, dalle mascherine al vaccino passando per il green pass per docenti e Ata. Le indicazioni ufficiali del CTS [PDF]

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