Covid, per i presidi penalizzato il 29,8% degli studenti. Insegnanti messi a dura prova dalla Dad

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La maggior parte dei dirigenti scolastici “ritiene che lo ‘shock’ nella vita scolastica e quotidiana dei ragazzi a seguito della pandemia abbia penalizzato l’apprendimento: il 63,4% solo di alcuni studenti, il 29,8% ritiene che tutti gli studenti siano stati penalizzati e solo il 6,7% pensa che la pandemia non abbia avuto effetti negativi sull’apprendimento”.

Lo dice il Report dell’indagine Istat sugli alunni delle scuole secondarie, riferita all’anno 2020/21 e presentata oggi. Per quanto riguarda l’impegno degli alunni durante la Dad, “il 45,2% dei dirigenti – continua il Report – ritiene che i ragazzi abbiano dedicato meno tempo allo studio, il 44,4% lo stesso tempo e il 10,4% più tempo. I dirigenti delle scuole secondarie di primo grado ritengono in misura più ampia che i ragazzi abbiano dedicato meno tempo allo studio durante la didattica a distanza (48,2%) rispetto a quelli delle scuole secondarie di secondo grado (41,7%)”.

Nel periodo della didattica a distanza, prosegue l’Indagine, “i dirigenti hanno dovuto fare fronte anche alle lamentele degli insegnanti messi a dura prova dal dover cimentarsi con strumenti e approcci didattici completamente nuovi. Solo nel 20% dei casi non hanno avuto lamentele da parte dei docenti per le assenze degli alunni durante le lezioni a distanza. Il problema delle assenze è stato molto più sentito nel Mezzogiorno dove solo il 12,7% dei dirigenti non ha ricevuto segnalazioni di assenteismo degli alunni da parte degli insegnanti, contro il 28,8% dei dirigenti delle scuole del Nord-est. Questo problema è stato maggiormente avvertito dagli insegnanti delle scuole secondarie di secondo grado (l’85,5%) rispetto a quelle di primo (75,1%)”.

DAD, svantaggiati alunni stranieri e del Sud. Non piace agli studenti: il 67% preferisce le lezioni in presenza. Report Istat [PDF]

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