Covid, per Bianchi docenti e studenti in quarantena sono “pochissimi”, ma i (primi) numeri lo smentiscono

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Completato il ritorno in classe, serpeggia tra gli addetti ai lavori la perplessità della tenuta del sistema. Cosa succede quando in una classe si scopre un contagiato? Chi va a casa? Solo il positivo o anche i contatti stretti. 

Su La Repubblica si fa riferimento alla situazione in diverse regioni italiane: dall’Emilia Romagna (in quarantena sono i contatti stretti) passando per il Lazio che vorrebbe seguire questa linea (che comprende anche, in caso di tampone negativi per tutti gli altri il ritorno immediato a scuola).  In Veneto, invece, a casa ci va solo il contagiato in modo tale da evitare la Dad generalizzata. In Toscana, invece, si prevede l’isolamento automatico per tutto il gruppo classe.

Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, alla Camera, ha assicurato che sono “pochissimi” i docenti e gli studenti in quarantena. Ma è davvero così? I numeri ufficiali, secondo quanto rivelano fonti ministeriali citati da La Repubblica, non esistono. Dunque quali sono le vere cifre? Ci si affida ai report regionali e alle notizie delle agenzie di stampa.

Ad esempio in Veneto già oltre 100 classi in quarantena, in Lombardia almeno 80, in Liguria oltre 25, in Basilicata più di 20. Anche in Piemonte siamo già oltre 50 (con 4 focolai).

Protesta il responsabile ANP Toscana, Alessandro Aritni: “I numeri del ministero, ‘poche centinaia’, sono inattendibili. Il governo deve pubblicare giorno per giorno le classi chiuse per il Covid”.

Già in 4 regioni, una provincia autonoma e 4 città del Settentrione, le quarantene sono già più di 300. Lecito, dunque, pensare che si viaggi attorno alle 800 quarantene in tutta Italia. Ancora è passata solo una settimana e il dato, rispetto all’anno scorso, è in aumento (erano 400 nello stesso periodo).

Delle 600-1.000 inviate in Dad, il maggior numero riguarda gruppi delle scuole materne o degli istituti comprensivi.

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LE FAQ MINISTERIALI

  1. Come si procede se l’alunno o il docente risulta positivo al test molecolare?
    Rimangono confermate le ordinarie procedure di gestione dei casi di contagio possibili, probabili o confermati, da attuare in collaborazione con le autorità sanitarie territorialmente competenti.
    Secondo quanto indicato dal verbale del CTS n.34/2021 “in caso di sintomi indicativi di infezione acuta delle vie respiratorie di personale o studenti, occorre attivare immediatamente la specifica procedura: il soggetto interessato dovrà essere invitato a raggiungere la propria abitazione e si dovrà attivare la procedura di segnalazione e contact tracing da parte della ASL competente”.
  2. Quanto dura la quarantena di quanti hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni?
    Il Ministero della Salute, con circolare n.36254/2021, ha aggiornato le indicazioni sulla quarantena di quanti hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni. Nello specifico, distingue fra:
    a) contatti asintomatici ad alto rischio, c.d. “contatti stretti”: “possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 7 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo. Qualora non fosse possibile eseguire un test molecolare o antigenico tra il settimo e il quattordicesimo giorno, si può valutare di concludere il periodo di quarantena dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, anche in assenza di esame diagnostico molecolare o antigenico“,
    b) contatti asintomatici a basso rischio: “non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie“, mascherina, distanziamento fisico, igiene frequente delle mani, ecc.
  3. Quanto dura la quarantena dei non vaccinati o di quanti non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni?
    Nella stessa circolare n.36254/2021, il Ministero della Salute precisa per i non vaccinati o per coloro che non hanno completato il ciclo vaccinale da almeno 14 giorni:
    a) contatti asintomatici ad alto rischio, “possono rientrare in comunità dopo un periodo di quarantena di almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al caso, al termine al termine del quale risulti eseguito un test molecolare o antigenico con risultato negativo“. In assenza del test, anche in questo caso, la quarantena si chiude dopo almeno 14 giorni dall’ultima esposizione al caso, senza necessità di esame diagnostico molecolare o antigenico,
    b) contatti asintomatici a basso rischio: “non devono essere sottoposti a quarantena, ma devono continuare a mantenere le comuni misure igienico-sanitarie“, mascherina, distanziamento fisico, igiene frequente delle mani, ecc.
    Le indicazioni valgono per i casi COVID.19 confermati da variante VOC non Beta o per cui non è disponibile il sequenziamento.
  4. Quali sono i contatti “a basso rischio”?
    Nella circolare n.36254/2021, il Ministero della Salute precisa che per contatto a basso rischio si intende una persona che ha avuto una o più delle seguenti esposizioni: – una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso COVID-19, ad una distanza inferiore ai 2 metri e per meno di 15 minuti; – una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni) o che ha viaggiato con un caso COVID-19 per meno di 15 minuti.
  5. Quali sono i sintomi per valutare se non mandare a scuola il proprio figlio?
    Il Protocollo di sicurezza per l’avvio dell’anno scolastico 2021/2022 conferma l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di temperatura oltre i 37,5° o altri sintomi simil-influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria. È pure confermato il divieto di fare ingresso o di permanere nei locali scolastici laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°; provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) stabilite dalle autorità sanitarie competenti.
  6. Cosa devo fare se nella classe si è verificato un caso COVID-19?
    Secondo quanto indicato dal CTS, “il soggetto interessato dovrà essere invitato a raggiungere la propria abitazione e si dovrà attivare la procedura di segnalazione e contact tracing da parte della ASL competente”. Rimangono valide le disposizioni previste dallo stesso CTS per l’anno scolastico 2020-2021.
  7. Sono previste azioni di screening per gli studenti?
    L’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con il Ministero della Salute, il Commissario straordinario e il Ministero dell’Istruzione, sta definendo un piano di screening della popolazione scolastica, con particolare attenzione alla fascia di età 6-12 anni. Le scuole interessate saranno progressivamente individuate in collaborazione fra autorità sanitarie e uffici scolastici.

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