Il governo alla stretta finale su green pass e decreto Covid. Obbligo vaccinale per docenti non sarà all’Odg del Consiglio dei ministri

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Il governo è al lavoro per la definizione del Decreto Covid. Saranno una Cabina di regia e un Consiglio dei ministri particolarmente infuocati con posizioni contrapposte su tutti i temi. Nel pomeriggio di martedì si terrà il preconsiglio, ovvero la riunione preparatoria del Consiglio dei ministri. Il Cdm dovrebbe dunque riunirsi domani, subito dopo la cabina di regia con le forze di maggioranza. Sul tavolo, i nuovi parametri per stabilire i colori delle Regioni e i criteri per l’utilizzo del Green Pass all’interno dei confini italiani, nonché la proroga dello stato di emergenza.

Secondo quanto raccolto non dovrebbe essere affrontato, nel Consiglio dei Ministri, il tema dell’obbligo vaccinale per i docenti. Così dovrebbe essere nonostante ieri il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi aveva sostenuto che il tema sarebbe stato sul tavolo del Cdm. Non solo la scuola, ma anche il tema dello sport -con il ritorno del pubblico negli stadi – dovrebbe rimanere fuori dalla discussione.

Il governo valuta di estendere lo stato di emergenza per la pandemia – in scadenza al 31 luglio – anche fino alla fine dell’anno. La valutazione sarebbe legata da un lato alla situazione epidemiologica e alla recrudescenza del virus, dall’altra alla tornata elettorale d’autunno.

Per quanto riguarda il Green Pass, l’idea è di una doppia soluzione. Il primo Green Pass sarabbe valido da inizio agosto per tutti gli eventi non essenziali. Il secondo, da settembre, esteso ai trasporti. Quanto all’obbligo di vaccinazione per il personale scolastico, si deciderà entro dieci giorni, secondo quanto segnala La Repubblica. In tempo per capire se sarà raggiunta la soglia del 93% di immunizzati e soprattutto se alcune regioni ridurranno l’attuale quota di 30-35% di non vaccinati.

Venerdì nessuna regione finirà in giallo, anche se almeno quattro avranno un’incidenza sopra i 50 casi settimanali per 100 mila abitanti (Sardegna e Sicilia hanno un’incidenza piuttosto alta (rispettivamente 33.2 e 31.8), ma sono preoccupanti anche i dati del Veneto (26.7), del Lazio (24) e della Campania (21.7). Diventeranno fondamentali i ricoveri. Per il ministero vanno fissati limiti di occupazione dei letti sotto i quali si resta comunque in bianco anche con incidenza da giallo. Sarebbero il 5% per le terapie intensive e il 10% per i reparti medici, ma le Regioni vorrebbero raddoppiare i valori.

Le proposte delle Regioni al governo

Raccomandazione alla vaccinazione per docenti e Ata prevedendo che in caso di focolai a scuola possa seguire le lezioni in presenza soltanto chi ha il green pass ma anche estensione dell’obbligo di certificazione verde modulato sulla base del contesto epidemiologico territoriale.

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DOCUMENTO [PDF]

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I numeri della vaccinazione per docenti e Ata

Sono ancora oltre 221mila i componenti del personale scolastico in Italia che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino anti-Covid. Una cifra pari al 15,15% del totale, secondo il report settimanale del Commissariato all’emergenza.

Nell’ultima settimana hanno ricevuto l’inoculazione meno di 2mila tra docenti e ausiliari. L’85% del personale ha ricevuto la prima dose mentre è totalmente immunizzato il 78,20%. In Sicilia quasi uno su due non ha ricevuto nemmeno una dose (60.540, il 43,24%), in Calabria il 31,95%, in Liguria il 34,77%, nella Provincia di Bolzano il 38,17% e in quella di Trento il 23,33%.

Situazione difficile anche in Sardegna (33,34) e in Umbria (24,97), mentre le altre aree hanno tutte percentuali di personale docente e non docente in attesa sotto il 18,8% dell’Emilia-Romagna con i casi virtuosi di Friuli-Venezia Giulia, Campania, Lazio e Molise che hanno rispettivamente zero (le prime due) e 144 e 15 persone non vaccinate (lo 0,12 e lo 0,19 per cento) nella categoria personale scolastico.

Bonaccini: “Serve obbligo vaccinale per il personale scolastico”

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