Covid, Miozzo: “Le prossime tre settimane saranno ancora molto dure”

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Ha rassegnato le sue dimissioni da coordinatore del Comitato tecnico scientifico, per andare a fare da consulente al ministero dell’Istruzione. Agostino Miozzo racconta all’agenzia di stampa Dire come è cambiato il contesto in cui deve operare il Comitato e cosa porta in dote al dicastero.

“L’emergenza è ancora in atto e il Comitato tecnico scientifico ha ancora senso di esistere. Il Cts è stata un’idea del precedente governo, del ministro Speranza, per creare un consesso di intelligenze che potesse consigliare dal punto di vista scientifico il governo nella migliore gestione della pandemia. E questo abbiamo fatto, con risultati che sono stati abbondantemente giudicati, ma il giudizio vero lo darà la storia. Il Comitato è nato in un contesto particolare del Paese, oggi siamo in una condizione diversa e con strumenti nuovi, con la Protezione civile che è entrata fortemente in gioco come era auspicabile che accadesse. Il generale Figliuolo ha preso in mano in maniera militare il piano vaccinale e c’ è un rapporto migliorato con le Regioni. Con un contesto così modificato il Cts si deve riadattare, deve rileggere sé stesso nel nuovo assetto”.

E poi: “Sono entrato con molta prudenza e tutta l’umiltà possibile nel ministero dell’Istruzione, che è molto ben strutturato, ricco di competenze. Il mio piccolo contributo sarà per il ministro e per il ministero per il sistema di gestione delle crisi, in ragione della precedente esperienza nel Cts e per i decenni spesi nella Protezione civile nelle crisi internazionali”.

E ancora: “Ho la percezione che il dialogo con le Regioni sia migliorato anche da questo punto di vista. Certamente le prossime tre settimane saranno ancora molto dure, di sofferenza per tutto il Paese. E’ auspicabile che con queste settimane di restrizioni arrivi il beneficio che ci attendiamo, affiancato alla messa in sicurezza dei fragili e delle persone che rientrano tra le priorità per la somministrazione del vaccino. Se riusciremo a centrare questi due obiettivi la situazione di stress nei confronti della pandemia inizierà a distendersi e potremmo aspettarci un approccio più conciliante da parte di tutte le Regioni per un messaggio al Paese non localistico ma nazionale. In questo senso il ministero dell’Istruzione è già impegnato nell’elaborazione di protocolli e procedure che possano uniformare le aperture totali o parziali della scuola. Bisognerà lavorare molto con le Regioni, darò il mio contributo anche su questo, ma vedo che la situazione è già molto diversa nella relazione con i territori. Se gli astri si allineano in una proiezione favorevole possiamo essere ottimisti”.

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