Covid, mercoledì il varo delle nuove misure. Ipotesi green pass per under 12. Obbligo vaccinale per i docenti? Sindacati e politica si schierano: “Non è necessario” [VIDEO]

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Si dovrebbe tenere domani, mercoledì 24 novembre, secondo quanto si apprende da fonti di governo, la cabina di regia sulle nuove misure anti-Covid allo studio del governo in vista del Consiglio dei ministri che dovrebbe essere convocato sempre domani. Fra le ipotesi delle ultime ore quello del green pass per gli under 12.

Sembra ormai inevitabile la stretta per gli italiani che non hanno aderito alla campagna vaccinale. Su richiesta dei Governatori di alcune regioni la strada del Super Green Pass appare ormai tracciata, strumento che consentirebbe alle sole persone con Green Pass da vaccino, o perché guarite o perchè esenti dalla campagna di vaccinazione di accedere alle attività ricreative.

Il premier Mario Draghi e le forze di maggioranza, in cabina di regia prima e in Cdm poi, dovranno decidere quanto sarà incisiva la stretta, ovvero se si arriverà a consentire alle persone non vaccinate di recarsi solo sul posto di lavoro muniti del risultato di un tampone. Bandendoli da bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema, teatri e musei. E se farlo, nel caso, anche in zona bianca, come chiesto da alcuni governatori nel
confronto con l’esecutivo. O se, al contrario, rendere le aree ludiche off limits solo dall’area gialla in su.

Un giro di vite, quello con cui a breve potranno trovarsi a fare i conti i non vaccinati, che non dovrebbe comunque applicarsi ai treni ad alta velocità e agli aerei: per spostarsi sarà sufficiente un tampone. La
durata del ‘responso’ negativo potrebbe inoltre scendere da 72 a 48 ore per il molecolare e da 48 a 24 per l’antigenico. Altro nodo sul tavolo, e che farà sicuramente discutere, è quello del green pass per gli under 12, domani già sul tavolo del governo.

Altro nodo sul tavolo, e che farà sicuramente discutere, è quello del green pass per gli under 12, domani già sul tavolo del governo.

Infatti, in settimana, o comunque entro fine mese, arriverà il parere favorevole dell’Ema sui vaccini per i più piccoli che verrà, a stretto giro, recepito dall’Aifa. Ma domani, spiegano all’Adnkronos fonti di governo, la discussione sull’estensione del green pass ai minori al di sotto dei dodici anni sarà già sul tavolo del Cdm. Per decidere già da ora la strada da percorrere quando le vaccinazioni dei bambini dai 5 anni in su saranno entrate a regime.

La data di entrata in vigore del nuovo provvedimento non è stata ancora stabilita. Potrebbe essere l’1 dicembre. Di fronte alla risalita della curva epidemiologica si sta valutando di introdurre nuovamente l’obbligo di mascherina all’aperto anche in zona bianca.

Sul tavolo, tra le altre cose, l’obbligo di terza dose per i sanitari e la riduzione della validità del green pass.

Si pensa anche all’introduzione dell’obbligo vaccinale per il personale scolastico e per le forze dell’ordine. Sull’argomento, nel corso della diretta su Orizzonte Scuola TV, sono intervenuti Maddalena Gissi (Cisl Scuola), Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia) e Rosa Maria Di Giorgi (Partito Democratico).

Per tutte e tre le esponenti del mondo politico-sindacale, non è necessario l’obbligo vaccinale, ma è giusto attenersi alle disposizioni del Comitato Tecnico Scientifico.

“Non è necessario introdurlo, se sarà così lo farà la scienza. Dirò di più, molti docenti e Ata, in autonomia, hanno già prenotato la terza dose”, afferma Gissi. Poi aggiunge: “Io mi sottoporrò alla terza dose il 26 novembre e così tutta la mia organizzazione è pronta a vaccinarsi volontariamente”.

Per Bucalo: “La scuola non ha bisogno di imposizione, la scuola ha senso di responsabilità e lo ha dimostrato. Non basta semplicemente il vaccino, servono interventi sulle classi pollaio, sugli impianti di aerazione, sui trasporti”.

“Seguiremo le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico. Nella scuola siamo ad una percentuale altissima di docenti vaccinati, tutti sono pronti per la terza dose. La cosa migliore è quella della volontarietà, i docenti hanno un compito in più, quello di dare l’esempio. Per la scuola non sono preoccupata“, afferma Di Giorgi.

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